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“Questa è un’epidemia, non un’alluvione”: lo sfogo degli abilitandi in Medicina

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Dai provvedimenti ministeriali messi in atto fino ad ora sembra proprio che la tempesta “Coronavirus” stia per lasciare spazio al sereno, altro non è che un po’ di acqua alta o un fiume in piena che a breve si placherà, mica potrà piovere per sempre! La nostra impressione è proprio questa, ossia che il Governo italiano stia gestendo questa epidemia come se fosse un’alluvione, con la piccolezza e scarsa lungimiranza che hanno sempre caratterizzato le scelte in ambito sanitario e universitario.

A proposito di acqua, per 5700 abilitandi suona come una doccia fredda la decisione del MIUR di rimandare al 7 aprile l’esame di Stato per l’abilitazione alla professione medica. Oltre al danno, suona palesemente come una beffa il fatto che l’Ordinanza Ministeriale n. 163 che sancisce il rinvio sia stata resa pubblica proprio nel momento in cui si teneva la riunione tra il Ministro e i rappresentanti del CNSU .

L’OMS esprime grande incertezza sulla possibile evoluzione temporale dell’epidemia; in Cina modelli matematici suggeriscono che il picco dell’epidemia debba ancora arrivare. Nel suo piccolo, il MIUR si limita a rimandare l’esame di Stato in previsione (o nella speranza?) di tempi migliori. Tempi migliori che non è assolutamente possibile stimare. Questo comportamento lascia trasparire l’incapacità o la mancanza di volontà di prendere una posizione forte. In questo momento di emergenza sanitaria abbiamo bisogno di provvedimenti straordinari e non di (in)decisioni per tamponare il malcontento degli aspiranti medici in attesa di abilitarsi.

Cosa paralizza la penna del Ministero? Cosa blocca un provvedimento tanto necessario quanto semplice, ossia permettere a 5700 medici di rispondere alla disperata richiesta di aiuto del Sistema Sanitario? Cosa impedisce di firmare uno dei tanti Decreti straordinari emanati in questi giorni?

Crediamo sia una scelta politica: non si vuole creare un precedente. Paura tanto stupida quanto illogica, dato che dal 2021 saranno cambiate completamente le modalità del test. Questo è soltanto un altro esempio di come la burocrazia ostacoli la logica, visto che si sta complicando il presente a causa del timore di ciò che potrebbe accadere in futuro. La difficoltà nel concedere una “semplificazione” in un momento di emergenza per paura che poi venga richiesta in futuro, in momenti non pertinenti, denota mancanza di polso e una scarsa percezione dello stato di necessità.
Quindi, ci chiediamo, davvero il nostro Ministro ritiene più importante la gestione di meri equilibri politici, rispetto alla salute di tutti i cittadini? Davvero è disposto ad avere meno personale sul territorio, ritardarne l’ingresso nel mondo del lavoro sine die, pur di non attuare un provvedimento straordinario logico e necessario?

La situazione è resa ancora più paradossale dal diverso trattamento che viene riservato alle diverse classi del personale sanitario. Il Governatore lombardo Attilio Fontana ha dichiarato di voler anticipare le lauree degli infermieri a marzo per favorirne l’arruolamento, con il benestare delle Università lombarde. Come altro esempio, il 26 febbraio 2020 ad Ancona è stato svolto il test per la creazione della graduatoria degli infermieri per superare la carenza di personale, in contemporanea con l’ordinanza regionale che imponeva la chiusura di scuole e iniziative pubbliche. Crediamo fermamente nell’indispensabilità di ogni ruolo, pertanto chiediamo che misure urgenti e straordinarie vengano adottate anche per noi giovani medici in attesa di abilitazione.

Non possiamo permetterci di attendere la defervescenza dell’epidemia; provvedimenti straordinari servono immediatamente. L’esecuzione regolare della prova comporterebbe il raggruppamento di un numero eccessivo di persone, pertanto risulta attualmente impraticabile. Lo svolgimento della prova per via telematica con identità SPID, d’altra parte, richiederebbe delle tempistiche organizzative non indifferenti. Pertanto, chiediamo che ai fini dell’abilitazione sia considerata sufficiente la valutazione conseguita al termine del tirocinio pratico-valutativo.

Gli ex rappresentanti degli studenti:
Andrea Simone Dedato, Università Politecnica delle Marche Daniele Crescenzi, Università Politecnica delle Marche Emma Puggioli, Università di Bologna
Tommaso Lotti, Università di Bologna
Simone Masci, Università degli Studi “G. d’Annunzio” Chieti-Pescara Lorenzo Belluzzi, Università di Ferrara
Stefania Piccolo, Università di Foggia
Victor Attilio Campagna, Università degli Studi di Milano
Andrea Uriel de Siena, Università degli Studi di Napoli “Federico II” Federico Caldart, Università degli Studi di Padova
Alessandra Iorfida, Università di Pisa
Giulio Maria Natali, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Matteo Mancino, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma Claudia Viteritti, Università di Torino
Mattia Cuzzocrea, Università degli Studi di Udine Stefania Liviero, Università degli Studi di Udine Camilla Ferronato, Università degli Studi di Verona

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