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Padova, bimba di 8 anni positiva al coronavirus. L’incubo dei genitori: “Nel paese hanno diffuso i nostri dati, il suo nome nelle chat di classe”

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 28 Feb. 2020 alle 07:55 Aggiornato il 28 Feb. 2020 alle 08:28
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Padova, bambina di 8 anni positiva al coronavirus, l’incubo dei genitori: “Il suo nome in rete”

Aumentano i casi di coronavirus in Italia, con 17 morti e 650 contagi, e in alcune zone anche i più piccoli sono stati colpiti dall’epidemia: è quanto successo a una bambina di 8 anni di Curtarolo, in provincia di Padova, che sembra aver contratto il virus in famiglia. Il nonno di 68 anni qualche settimana prima era stato in provincia di Lodi, adesso è in terapia intensiva, e risultano positivi anche la madre e un’altra figlia.

Il papà e la terza bambina, invece, sono negativi al test.

In un’intervista a Repubblica, il padre racconta di come la sua famiglia sia diventata vittima di una “caccia all’untore”, con i loro dati circolati sui social anche prima che ricevessero i risultati dei tamponi.

“Qualcuno del paese ha messo in rete i dati sensibili miei, della mia famiglia, di mia figlia. Non può essere dignitosa una cosa del genere. Non ci può essere una simile caccia all’appestato”, dichiara il padre della bambina.

“Un’ora prima che il laboratorio ci comunicasse la positività di mia figlia già i nostri nomi giravano in rete. C’è gente irresponsabile che sui social, specie sui gruppi Facebook dei paesi, fomenta odio e paura. Ho già contattato i carabinieri. Le indagini sono in corso”, racconta ancora l’uomo.

“Mi sembrava importante ribadire un concetto fondamentale, che è quello del rispetto nei confronti delle persone che soffrono, che hanno problemi di salute. Le situazioni non sono sempre tutte uguali. Capisco l’emotività del momento ma qualcuno dovrebbe anche provare a mettersi nei nostri panni prima di scrivere o dire certe cose”, afferma.

Intanto, la situazione in casa sembra tranquilla.

“Mercoledì mattina alle 9.45 il laboratorio analisi ci ha comunicato la positività. Non so come ho fatto a reggermi in piedi. Non è facile sentirselo dire, anche se, al momento, mia figlia non ha nemmeno una linea di febbre”, racconta.

Alla bambina hanno deciso di raccontare la verità dal primo momento.

“Diciamo la verità: a casa da scuola già era al settimo cielo”, spiega il padre. “In questa condizione ogni comunicazione è più semplice. Le abbiamo detto del fiorellino e lei l’ha preso come un gioco. L’abbiamo rassicurata, le abbiamo detto di fidarsi dei medici”.

“Il virus al microscopio somiglia alla corolla di un fiore con tanti piccoli petali rossi”, hanno raccontato alla bimba i genitori.

“È assolutamente serena. Gioca e basta.  Ai compiti per casa non ci pensa neanche lontanamente”, continua.

Lui, però, si dice disperato. “Non è facile gestire una emergenza del genere che ti piomba in casa. Però vedere lei tranquilla ci dà la forza di andare avanti. Fuori comunque è uno schifo”.

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