Il collega del carabiniere ucciso a Roma Andrea Varriale indagato per “violata consegna”

A comunicarlo è stato il procuratore militare Antonio Sabino, che parla di "atto dovuto"

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 9 Set. 2019 alle 18:47 Aggiornato il 9 Set. 2019 alle 19:30
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Immagine di copertina

Il collega del carabiniere ucciso a Roma Andrea Varriale indagato per “violata consegna”

Andrea Varriale, collega di Mario Rega Cerciello, il carabiniere ucciso a Roma lo scorso 26 luglio è indagato dalla procura militare per “violata consegna”, ovvero per non aver portato al seguito la pistola d’ordinanza.

A confermarlo è stato lo stesso procuratore militare, Antonio Sabino, il quale ha anche sottolineato che si tratta di un “atto dovuto a tutela dello stesso indagato”.

Secondo quanto trapelato sino ad ora, infatti, sia Varriale che Cerciello la notte in cui Cerciello ha perso la vita, assassinato dagli statunitensi Natale Hjort e Finnegan Lee Elder, erano entrambi disarmati, nonostante fossero in servizio, seppur in borghese.

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Questa condotta, secondo la procura militare, potrebbe configurare il reato di “violata consegna”. I carabinieri, così come gli altri militari, infatti sono obbligati a portare l’arma di ordinanza ogni qual volta sono in servizio, anche se in borghese.

“Faremo tutti gli accertamenti del caso e poi prenderemo le decisioni conseguenti” ha affermato il procuratore Sabino all’Ansa.

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La procura militare, inoltre, indaga su un altro aspetto della vicenda, che presenta ancora diversi punti oscuri.

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Nel registro degli indagati, infatti, è iscritto anche un altro carabiniere, il cui nome non è stato reso noto, per la diffusione della foto di Natale Hjiort bendato in una caserma dei carabinieri. In questo caso il reato ipotizzato è quello di “divulgazione di notizie segrete o riservate”, previsto dall’articolo 127 del codice penale militare.

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