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Home » Cronaca

Parma, il processo sul caso dei neonati partoriti, poi uccisi e sepolti dalla madre: “Chiara Petrolini cercò la seconda gravidanza”

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La deposizione in aula di Anna Bonifazi, psicoterapeuta del Racis dei Carabinieri: "Tra i due fatti c'è stato anche un lasso di tempo estremamente ridotto, come a voler nuovamente ripercorrere una azione che non si può dire impulsiva"

Chiara Petrolini, la ragazza di Parma che tra il 2023 e il 2024 ha ucciso due neonati subito dopo averli segretamente partoriti da sola, avrebbe cercato la seconda gravidanza. Lo sostiene la colonnello Anna Bonifazi, psicoterapeuta del Racis dei Carabinieri, intervenuta per deporre durante la terza udienza del processo che vede imputata la 23enne per duplice omicidio e soppressione di cadavere. [LEGGI ANCHE: Chi è Chiara Petrolini].

“I delitti sono casellabili come omicidi ad escalation asimmetrica: c’è stato un aumento del motore crinale non frenabile, un motore che va avanti senza la possibilità di essere bloccato, che viene compiuto fino alla fine e che ha una fase successiva di tentativo dell’autore di rimanere impunito”, spiega la specialista dell’Arma, secondo cui i due eventi sono “simili” fra loro.

“La seconda gravidanza viene in un qualche modo cercata”, secondo Bonifazi. “Se la prima è avvenuta e si è conclusa in maniera così tragica, ci saremmo aspettati che non incappasse in una seconda azione altrettanto tragica. E invece tra i due fatti c’è stato anche un lasso di tempo estremamente ridotto, come a voler nuovamente ripercorrere una azione che non si può dire impulsiva”. “C’è serialità, c’è logica”, aggiunge la psicoterapeuta del Racis: “È un comportamento che fa presagire che chi lo compie entra ed esce da un impatto emotivo elevatissimo senza minimamente avere degli scossoni: questo è tipico comportamento seriale”.

Durante la terza udienza del processo, davanti alla Corte d’Assise di Parma, Chiara Petrolini era presente in aula. La giovane si trova agli arresti domiciliari nella villetta di Vignale di Traversetolo, la stessa casa nel cui giardino sono stati partoriti, uccisi e sepolti i due neonati.

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