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Home » Cronaca

Cecilia Sala torna a parlare nel suo podcast: “Sono confusa e felicissima, in carcere ho riso due volte”

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Credit: AGF

“Sono confusa e felicissima, mi devo riabituare, devo riposare. Questa notte non ho dormito per l’eccitazione e la gioia, quella precedente per l’angoscia. Sto bene, sono molto contenta”. Lo dice la giornalista Cecilia Sala tornando a parlare nel suo podcast Stories dopo ventuno giorni trascorsi nel carcere di Evin, in Iran.

“Non mi è stato spiegato perché io sia finita in una cella di isolamento”, racconta la reporter di Chora Media nell’episodio numero 694 della sua serie, episodio dal titolo “I miei giorni a Evin, tra interrogatori e isolamento”.

“Questa storia comincia col fatto che l’Iran è il Paese nel quale più volevo tornare, dove ci sono le persone a cui più mi sono affezionata”, spiega Sala. “Si cerca di avere uno scudo dalla sofferenza degli altri che accumuli e qualche volta volta delle fonti che incontri per lavoro diventano amici, persone che vuoi sapere come stanno e l’Iran è uno di questi posti”.

Durante le tre settimane detenzione, riferisce la giornalista, “sono riuscita a ridere due volte: la prima volta che ho visto il cielo e poi quando c’era un uccellino che faceva un verso buffo. Il silenzio – osserva – è il nemico in quel contesto e in quelle due occasioni ho riso e mi sono sentita bene. Mi sono concentrata su quell’attimo di gioia, ho pianto di gioia”.

In Iran, sottolinea Sala, “ci sono persone che sono” in carcere “da moltissimo tempo”. “Penso a loro moltissimo”, riflette la reporter: “Uno dei momenti più complicati è stato a come avrei detto che mi avrebbero liberata a Farzanè, la donna con cui sono stata insieme in cella negli ultimi giorni e che sarebbe rimasta lì. C’è il senso di colpa dei fortunati nella condizione in cui mi trovo adesso. Sono quindi grata alle persone che per mestiere si prendono cura di chi è nelle condizioni in cui ero io e sono sottoposti a incarcerazioni molto più lunghe”.

Nella lunga intervista Cecilia Sala racconta il momento dell’arresto in hotel, l’arrivo in carcere, la solitudine della vita in cella, la paura e la speranza della liberazione, arrivata a sorpresa mercoledì 8 gennaio [LEGGI ANCHE: “Al telefono potevo solo leggere un messaggio già scritto”: Cecilia Sala racconta i 21 giorni in cella a Evin].

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