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    Caso camici in Lombardia, Fontana avrebbe avuto un “ruolo attivo”: le indagini

    Attilio Fontana (Credits: Ansa)
    Di Carmelo Leo
    Pubblicato il 9 Lug. 2020 alle 20:34 Aggiornato il 9 Lug. 2020 alle 20:49

    Caso camici in Lombardia, indagini: Fontana avrebbe avuto “ruolo attivo”

    Ci sono dei nuovi risvolti nelle indagini sul caso dei camici forniti alla Regione Lombardia dalla Dama SpA, la ditta del cognato di Attilio Fontana, per un valore totale di 513mila euro: nei primi atti della procura di Milano sarebbe emerso un interessamento del governatore nella fase di trasformazione dell’ordine di acquisto diretto in donazione. Non si è trattato dunque di una donazione fin dal primo momento: la procedura, infatti, secondo l’accusa era nata come affidamento diretto. Gli inquirenti stanno quindi facendo accertamenti su un presunto “ruolo attivo” nella vicenda da parte di Fontana, che al momento però non risulta indagato al contrario del cognato, Andrea Dini.

    La vicenda, partita da un servizio di Report e anticipata da Il Fatto Quotidiano, ha al centro una fornitura di camici alla Regione Lombardia, per un valore di 513mila euro, da parte della ditta Dama SpA (riconducibile alla moglie e al cognato di Fontana), che ha ottenuto la commessa senza alcuna gara d’appalto. Fontana tuttavia ha sempre negato di essere stato a conoscenza della procedura in questione (e ha annunciato di voler querelare Il Fatto) e il cognato, Andrea Dini, ha dichiarato che si è trattato di una donazione e che i camici non sono stati dunque pagati.

    Erano in tutto 75mila i camici al centro della fornitura: 50mila di questi sarebbero stati messi a disposizione di Aria, la centrale acquisti della Regione Lombardia, come donazione da parte di Dama. Dopo il 20 maggio (giorno della trasformazione da fornitura a donazione), però, la stessa società del cognato di Fontana avrebbe cercato di rivendere i rimanenti 25mila camici. Inoltre, dagli atti risulta che la donazione, oggi, non si è ancora formalmente conclusa. Ma non è tutto: gli inquirenti stanno valutando anche il profilo di Raffaele Cattaneo, assessore regionale all’Ambiente e responsabile dell’unità regionale per il reperimento di mascherine e altri dispositivi. Sarebbe stato lui, infatti, a consigliare ad Aria la società Dama. Cattaneo, che non è indagato, è stato sentito ieri come testimone.

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