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Chi era Carlo Acutis, morto a 15 anni per una leucemia fulminante e ora proclamato “Beato”

Appassionato di informatica, è diventato il primo millennial a essere proclamato "Beato"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 13 Ott. 2020 alle 15:35 Aggiornato il 13 Ott. 2020 alle 15:37
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Immagine di copertina
Il Beato Carlo Acutis

Un “15enne innamorato dell’Eucarestia”. Così Papa Francesco ha definito Carlo Acutis, il primo millennial ad essere proclamato “Beato“. La cerimonia si è tenuta sabato scorso ad Assisi, dove il cardinale Agostino Vallini ha letto la Lettera Apostolica con la quale Papa Francesco ha iscritto nel numero dei Beati “il venerabile Servo di Dio”. Ma chi era Carlo Acutis e perché è stato proclamato “Beato”?

Carlo Acutis, milanese classe 1991, è morto nel 2006 – a soli 15 anni – per una leucemia fulminante. Fin dalla tenera età imparò da autodidatta a usare Internet come mezzo per far conoscere e amare Dio, usandola come spazio di dialogo, di conoscenza, di condivisione.

Quando aveva solo 14 anni, ha progettato e realizzato una mostra virtuale sui miracoli eucaristici, che “ancora oggi attira migliaia di visitatori di ogni parte del mondo”, come riporta Vatican News. Acutis utilizzava Internet anche per essere vicino ai suoi coetanei, aiutandoli a distanza a superare difficoltà scolastiche. Era devoto alla Madonna e si dedicava al catechismo per i bambini. Per lui, la malattia fu uno schiaffo dalla vita, ma è anche l’occasione per offrire “al Signore, al Papa e alla Chiesa” le sue sofferenze.

Carlo Acutis: “Patrono di Internet” e modello per i giovani

Carlo Acutis è il primo Beato della generazione dei millennial e anche per questo, oltre che per la sua passione per la Rete, in tanti già lo considerano come il “patrono” di Internet.

Ad Assisi il cardinale Vallini ha anche tracciato un profilo della vita del giovane. “Ha portato il frutto della santità, mostrandolo come meta raggiungibile da tutti e non come qualcosa di astratto e riservato a pochi”, ha detto osservando che il suo percorso “è un modello particolarmente per i giovani, a non trovare gratificazione soltanto nei successi effimeri, ma nei valori perenni che Gesù suggerisce nel Vangelo”. Il cardinale definito “straordinaria” la sua capacità di testimoniare i valori in cui credeva, “anche a costo di affrontare incomprensioni, ostacoli e talvolta perfino di essere deriso” e “la grande carità verso il prossimo, soprattutto verso i poveri, gli anziani soli e abbandonati, i senza tetto, i disabili e le persone che la società emarginava e nascondeva”. Il nuovo Beato “rappresenta un modello di fortezza, alieno da ogni forma di compromesso”.

“Egli non si è adagiato in un comodo immobilismo ma ha colto i bisogni del suo tempo perché nei più deboli vedeva il volto di Cristo”, ha detto Papa Francesco domenica, dopo l’Angelus, a proposito del Beato Carlo Acutis. “La sua testimonianza indica ai giovani di oggi che la vera felicità si trova mettendo Dio al primo posto e servendolo nei fratelli, specialmente gli ultimi”.

“Un ragazzo dal viso dolce, appassionato di internet e dei nuovi strumenti di comunicazione, che nella sua breve vita ha dispensato amore e passione verso gli ultimi, verso chi era in difficoltà”, ha commentato il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana. “Con semplicità, con la normalità di uno studente della sua età. La sua storia e i suoi gesti rimangano un esempio per tutti noi”.

La memoria liturgica del Beato Carlo Acutis sarà celebrata ogni anno il 12 ottobre, giorno della sua morte. Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Christus vivit, lo ha proposto ai giovani come modello di santità in questa era digitale citando il suo nome tra i “preziosi riflessi di Cristo giovane che risplendono per stimolarci e farci uscire dalla sonnolenza”.

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