I misteri sul carabiniere ucciso a Roma, l’intervento dei due militari e il ruolo di Sergio l'”informatore”

Troppi punti oscuri ancora da chiarire

Di Donato De Sena
Pubblicato il 28 Lug. 2019 alle 17:04
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Immagine di copertina
Mario Cerciello Rega

I misteri sul carabiniere ucciso a Roma, l’intervento e il ruolo di Sergio

A più di due giorni dalla morte di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso a coltellate in strada a Roma nel corso di un intervento dopo un furto e un tentativo di estorsione, sono tanti i punti da chiarire sulla vicenda. Nella ricostruzione dei fatti che hanno portato all’aggressione del 35enne vice brigadiere originario di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, ci sono ancora aspetti avvolti nel mistero, come l’intervento dei due militari, che forse non era stato concordato con gli altri colleghi e il ruolo di Sergio Brugiatelli, il 47enne al quale era stata rubata una borsa e autore di una chiamata al 112.

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I due aspetti sono stati evidenziati oggi dal Corriere della Sera, in un articolo a firma Fulvio Fiano. Brugiatelli, incensurato, è noto come un mediatore tra clienti e pusher e forse anche come esca per portare acquirenti agli spacciatori. La sua nella zona del quartiere Prati sarebbe una presenza “tollerata” dalle forze dell’ordine in cambio di qualche dritta sui traffici illeciti in quell’area della Capitale. Probabilmente è anche un confidente.

È stato lo stesso Brugiatelli, inoltre, dopo essere stato vittima di furto ed essere stato ricattato a chiamare il 112 per chiedere aiuto per riavere dai due americani che gli avevano strappato il borsello con documenti, patente e soldi. Quindi il 47enne non temeva di finire nei guai. Come mai?

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Inoltre, terzo punto, rileva ancora il Corriere della Sera, Piazza Mastai, la piazza dove è avvenuto il furto, è di competenza della caserma Monteverde. Il luogo dello scambio è a poche decine di metri dalla caserma San Pietro, ma per il recupero della borsa si attivano Cerciello Rega e il suo collega Andrea Varriale della caserma Farnese. Forse perché sono la pattuglia in borghese più vicina o forse perché la “copertura” di Brugiatelli dev’essere salvaguardata.

Sta di fatto che Cerciello Rega e Varriale intervengono in borghese senza la copertura di altre pattuglie. Il collega del carabiniere ucciso ha raccontato che loro due si sono subito qualificati come forze dell’ordine, gli accusati per l’omicidio negano.

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