Bardonecchia, cadavere di migrante in decomposizione ritrovato nel fiume Dora: tentava di raggiungere la Francia

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 8 Set. 2019 alle 12:51 Aggiornato il 8 Set. 2019 alle 12:52
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Immagine di copertina

Bardonecchia, cadavere di migrante ritrovato nel fiume Dora

Ancora un altro cadavere, ancora un altro migrante.

È stato trovato nel fiume Dora a Bardonecchia, in alta Val di Susa al confine tra Italia e Francia. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, potrebbe essere stato trascinato a valle dall’acqua. Con molte probabilità l’uomo era un migrante che tentava di attraversare la frontiera.

A dare l’allarme è stato un passante. L’anno scorso erano stati trovati i cadaveri di tre migranti, morti mentre cercavano di raggiungere la Francia.

Il mio viaggio tra le Alpi sulle tracce dei migranti in fuga da Bardonecchia verso la Francia

La sua triste storia è quella di molti altri migranti –uomini, donne e bambini – che ogni anno perdono la vita tentando di raggiungere la Francia a piedi.

La sua identificazione è resa ancora più complicata dallo stato del cadavere. Il corpo è stato avvistato da un passante nella Dora a due passi dal commissariato di Bardonecchia vicino al centro del paese da un passante. Per recuperarlo dall’acqua sono intervenuti i vigili del fuoco.

“Il ritrovamento dell’ennesimo cadavere nella Dora, a Bardonecchia, ci riempie di dolore e cordoglio – scrivono in una nota  volontari di Rainbow 4 Africa che da due anni assistono i migranti a Bardonecchia –  La montagna restituisce le vittime di quel clima di odio e razzismo che ha avvolto l’Italia ormai da troppo tempo. Un clima che genera una paura tale da muovere i più disperati, quelli che hanno perso ogni speranza di futuro in questo Paese, a cercare vie sempre più difficili e impervie per passare il confine”.

Rainbow4Africa da quasi due anni è sulle montagne piemontesi con la Missione Freedom Mountain, insieme ad altre associazioni della Valle, (Val Susa Oltre Confine, Briser Les Frontiéres, Croce Rossa Italiana, Il Pulmino Verde, il Soccorso Alpino Italiano, Asgi).

“Rimaniamo e rimarremo su queste montagne come sanitari perché nessuno deve morire e nessuno deve morire quassù, e rimaniamo e rimarremo come testimoni perché quello che vediamo, sentiamo, scopriamo deve essere evidente: testimoni del diritto di ogni essere umano a cercare la speranza, ovunque voglia”.

Lo scorso febbraio, invece, un migrante era stato trovato in ipotermia, sulla strada nazionale 94 del colle del Monginevro, in territorio francese, ed era morto poco dopo essere arrivato in ospedale.

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