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Bambino di due anni ucciso a Milano, chi è il padre ora in carcere per l’omicidio

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 24 Mag. 2019 alle 16:15 Aggiornato il 24 Mag. 2019 alle 16:40
Immagine di copertina

Bambino ucciso Milano padre | Aljich Hrustic. Questo il nome del padre del bambino di 2 anni e 5 mesi, Mehmed, trovato morto con evidenti segni di violenza sul corpo nel suo appartamento a Milano in via Ricciarelli. Rhustic dopo aver chiamato l’ambulanza è sparito dandosi alla fuga per alcune ore. Era sospettato di aver commesso l’infanticidio. Una volta bloccato, dalla Polizia, ha confessato. Si tratta di un 25enne nato a Firenze, da genitori croati. Le indagini si sono da subito concentrate su di lui.

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Bambino ucciso Milano padre | Le violenze

I segni di violenza – Sul corpo del bimbo sono stati trovati evidenti segni di violenza e quando sono intervenuti i paramedici hanno solo potuto constatare il decesso del piccolo. Sul pianerottolo tracce di sangue. A chiamare i soccorsi è stato proprio il padre del bambino, ma all’arrivo della polizia c’era soltanto la madre, Silvija Zahirovic, una donna croata di 23 anni.

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La chiamata – La telefonata al centralino del 112 è arrivata di mattina presto. All’operatore sanitario proprio Hrustic aveva detto che il bambino stava male, che aveva problemi respiratori. In sottofondo si sentiva il pianto della madre. All’arrivo dei paramedici il bambino era già morto. La madre avrebbe subito dato la colpa al marito, poi ricercato e fermato dopo circa quattro ore dalla polizia. L’infanticidio è avvenuto un alloggio popolare al piano terra.

Hrustic è stato individuato e fermato in un appartamento in zona Giambellino, non lontano dalla sua abitazione. Gli investigatori avevano localizzato il suo telefonino ma temevano che se ne fosse liberato durante la fuga.

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Bimbo ucciso Milano padre | La confessione: “L’ho picchiato a morte”

“Non riuscivo a dormire, mi sono alzato dal letto e l’ho picchiato”, sono state le parole del padre del bimbo. Ed è l’unica, assurda, spiegazione che gli investigatori sono riusciti a raccogliere.

La confessione è avvenuta davanti agli investigatori della Squadra Mobile di Milano e al pm Giovanna Cavalleri. Ai poliziotti Hrustic ha dichiarato di aver assunto hashish la sera stessa e di non essere riuscito a dormire tutta la notte, quindi di aver percosso con violenza il piccolo fino a farlo morire.

Il capo della Squadra Mobile, Lorenzo Bucossi, ha spiegato: “Non è stato in grado di spiegare precisamente cosa gli è venuto in mente in quel momento. Non sappiamo se il bambino stesse piangendo, ha solo raccontato che non riusciva a dormire e che aveva assunto hashish. Si è alzato e, in preda a un accesso di rabbia incomprensibile, lo ha picchiato a morte”.

Bambino ucciso Milano padre | L’inchiesta

L’inchiesta del pm, per omicidio volontario aggravato, è concentrata anche sul contesto familiare in cui viveva il bambino. La madre, oltre ad aver indicato il marito come responsabile dell’omicidio, ha raccontato di essere stata anche lei, in passato, vittima delle aggressioni dell’uomo, anche se non lo ha mai denunciato.

Hrustic è fuggito poco dopo il delitto, avvenuto circa alle 3 di notte nell’alloggio in cui viveva con la moglie.

Dalle indagini è emerso che è stato proprio Hrustic a chiamare il 112, un paio d’ore dopo l’omicidio, intorno alle 5 del mattino.

“In via Ricciarelli 22 – ha detto al telefono il 25enne – c’è un bambino che non respira più”. L’uomo stato, poi, fermato intorno alle 12.30 in zona Giambellino. Aveva con sé le due figlie che hanno 3 anni e poco più di un anno, mentre un altro figlio, il maggiore, vive in Croazia.

In Questura Hrustic ha anche ammesso di avere fatto uso di droga prima di colpire il bambino. “Non riuscivo ad addormentarmi, mi sono alzato e l’ho picchiato”, sono state le sue parole.

Bambino ucciso Milano padre | Il carcere

Il 24 maggio, due giorni l’omicidio, il gip di Milano Valerio Natale, ha convalidato il fermo per Hrustic ed emesso una misura cautelare in carcere. Il giudice ha considerato “il concreto pericolo di reiterazione del reato” che il “pericolo di fuga”. L’autopsia sul corpo del piccolo è stata fissata per i giorni successivi. L’esame darà la possibilità di capire se il piccolo ha subito violenze anche nei giorni precedenti al delitto. Quando è stato ritrovato morto aveva i piedi fasciati.

Dunque nei confronti di Hrustic  è stata emessa una misura cautelare, lasciandolo in cella, perché il 25enne potrebbe uccidere ancora, nonché fuggire, e quindi deve restare in cella.

Una prima ipotesi degli investigatori è che il padre gli abbia bruciato i piedini del figlio  con delle sigarette e lo abbia ucciso perché si lamentava per il dolore.