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Fase 2, l’autocertificazione per gli spostamenti dal 4 maggio

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 27 Apr. 2020 alle 09:40 Aggiornato il 27 Apr. 2020 alle 09:45
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Immagine di copertina

Modulo per l’autocertificazione nella Fase 2

Coronavirus nuova autocertificazione Fase 2 – Servirà ancora l’autocertificazione per gli spostamenti nella Fase 2 del 4 maggio? La risposta è sì. Dal 4 maggio al 18 maggio 2020 servirà ancora l’autocertificazione per giustificare i propri spostamenti.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione della conferenza stampa sul nuovo Dpcm ha spiegato: “Nel momento in cui il regime degli spostamenti rimane limitato è difficile abbandonare il regime dell’autocertificazione. Finché ci saranno ragioni per lo spostamento sarà necessaria l’autocertificazione“, che ha poi aggiunto: “Ci dev’essere un motivo per spostarsi”.

Con il nuovo decreto del 4 maggio non si potrà ancora uscire dai confini della Regione, se non per comprovati motivi di salute, lavoro e necessità. La novità riguarda le visite ai congiunti, vale a dire i familiari/parenti, che sono concesse solo all’interno della Regione in cui ci si trova. Ma si può tornare nel proprio domicilio, abitazione o residenza, anche in una Regione diversa da quella in cui si è attualmente. Quest’ultima novità è stata pensata per tutti gli italiani che sono rimasti bloccati in una Regione diversa dalla propria dopo il primo lockdown.

Il modulo di autocertificazione del Ministero dell’Interno rimane necessario anche per i piccoli spostamenti. Siamo tutti in attesa di un nuovo modulo aggiornato per l’autocertificazione degli spostamenti, con il nuovo motivo previsto dal Dpcm del 26 aprile: fare visita ai propri parenti. Per il momento resta valido questo modulo, scaricabile qui dal sito del Ministero dell’Interno.

Autocertificazione | Gli spostamenti consentiti nella Fase 2

Il nuovo decreto del 26 aprile prevede la possibilità di effettuare spostamenti per i seguenti motivi: • far visita a congiunti, con mascherine e distanze di sicurezza/ • il rientro presso proprio domicilio o residenza; / • andare in chiesa per celebrazioni funebri (fino a un massimo di 15 partecipanti e con mascherine); / • andare nei parchi, con contingentamento degli ingressi; / • svolgere attività sportiva, rispettando una distanza di 2 metri, 1 metro per l’attività motoria, anche oltre i 200 metri dalla propria abitazione; / • allenamenti di atleti professionisti; / • andare a lavoro per i dipendenti del settore manifatturiero, edile e delle attività all’ingrosso ad essi correlati.

L’articolo uno del nuovo Decreto dice: “Sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti (i familiari, ndr) purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine”.

In sostanza il governo conferma le restrizioni agli spostamenti (salvo che per ragioni di lavoro, di comprovata urgenza o di salute), la novità è che sarà possibile uscire di casa per fare visita ai ‘congiunti’, in altre parole ai familiari all’interno della regione in cui ci si trova. Non sono in ogni caso ammesse le grandi riunioni di famiglia e che anche agli incontri con i parenti si dovrà indossare la mascherina, rispettare la distanza di sicurezza ed evitare assembramenti. Vietati i “ritrovi di famiglia”. Quindi sì la visita ai parenti ma non per fare pranzi o cene numerosi.

Leggi anche: 1. Domande e risposte dopo l’ultimo decreto di Conte: dagli spostamenti alle visite ai parenti / 2. Coronavirus, Fase 2: il calendario delle riaperture in Italia/ 3. Chi sono i congiunti che si potranno visitare durante la Fase 2

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