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Invece di allarmarvi, chiedetevi a chi conviene se il vaccino AstraZeneca viene sospeso

Di Luca Telese
Pubblicato il 15 Mar. 2021 alle 22:22 Aggiornato il 16 Mar. 2021 alle 13:04
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Credit: Ansa foto

Scusate, non ci sono altre parole per dirlo: é una follia. Trentasette casi sospetti su 17 milioni di dosi certe, non sono nulla, è solo follia. Statisticamente non è nemmeno una grandezza rilevante. Sospendere un vaccino e scombinare un intero piano vaccinale pensato in un anno è follia. Pensare soltanto – con tutta la possibile solidarietà – a tre vittime sospette, e dimenticarsi delle quattrocento (anche oggi) che sono assolutamente certe è follia.

Chiudere un paese con il lockdown e subito dopo rendere questo sacrificio inutile è follia. Prendere una decisione sull’onda della demagogia e del populismo – senza nemmeno commissionare una indagine aggiuntiva – è follia. Le conseguenze di questo atto sono sotto gli occhi di tutti: il cinquanta per cento dell’intero piano vaccinale europeo era fondato fino a ieri sulle forniture di AstraZeneca. E domani? Uccidere la reputazione di questo vaccino significa uccidere un piano vaccinale continentale. Adesso vi voglio dire una cosa semplice e dritta, e dovete farvi una domanda. Perché? A chi conviene tutto questo? Le sospensione di questo vaccino è una decisione che in un modo o nell’altro ha un unico effetto certo: favorisce degli interessi economici.

Riapre un mercato che fini a ieri era chiuso. Adesso tutta Europa pende dalle labbra e dai desiderata dei grandi colossi di big pharma. Adesso l’Europa deve comprare milioni di nuove dosi, in poco tempo, al prezzo del mercato di oggi e non a quello del mercato di ieri. Da chi? Semplice. Dai concorrenti di AstraZeneca. Così il risultato è che l’unico vaccino che costava due euro e mezzo viene demonizzato. Riavvolgete la pellicola del film e ricordatevi cosa è successo: Astra Zeneca costava meno ma è stato autorizzato per ultimo.

Astra Zeneca non aveva bisogno della catena del freddo, ed è stato autorizzato per ultimo. Astra Zeneca però, ha consentito agli inglesi di tornare a scuola: 15 milioni di dosi, nessuna contestazione. L’unico vaccino anglo-italiano, ma noi non lo potremo usare. E adesso guardacaso – i vaccini più costosi e più complessi da distribuire – tornano competitivi. Astra Zeneca dà più copertura, ma per mesi si è detto che ne desse meno. Astra Zeneca non aveva vincoli e criticità anagrafiche, ma fino a ieri veniva detto dall’Ema che ne avess. Bene, adesso il problema è risolto: quel vaccino che non creava profitti smisurati è stato sputtanato ad arte, e sospeso da governi pavidi che non si fanno remore a chiudere intere nazioni, ma che non riescono a spiegare ai propri cittadini che un caso sospetto ogni 425mila vaccini è statisticamente nulla. Sappiate un’ultima cosa.

Oggi non stiano discutendo (solo) di un vaccino stiamo discutendo dei nostri destini nella Pandemia: e non ne usciremo mai, se – come è accaduto oggi – permetteremo alla paura di comandare sulle nostre vite. La paura non è un aiuto contro il virus. La paura è la migliore alleata del virus.

In questa intervista a Giulio Gambino, oggi l’ex direttore dell’Aifa Luca Pani fornisce delle risposte ad alcune domande. Pani spiega che non c’è alcun allarme tale da giustificare la sospensione delle dosi di AstraZeneca. Dal momento che l’Ema non si è ancora espressa, per l’ex direttore generale dell’Aifa l’Italia doveva attendere la sua analisi completa. Le uniche ragioni dietro questo blocco sono un eccesso di emotività o il decisionismo politico di altre nazioni, cui anche l’Italia si è messa in fila. Per Pani, Draghi e Speranza non avevano le competenze per prendere questa decisione, del tutto politica.

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