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Tiziano Ferro: “Ero un alcolista, volevo morire. Bevevo da solo per non pensare al dolore e alla tristezza”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 15 Ott. 2020 alle 13:41
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Immagine di copertina
Tiziano Ferro

La confessione di Tiziano Ferro: “Ero un alcolista”

Bevevo quasi sempre da solo, l’alcol mi dava la forza di non pensare al dolore e alla tristezza, ma mi portava a voler morire sempre più spesso”. Tiziano Ferro si confessa sulle pagine di 7 – Corriere della Sera, in uscita venerdì 16 ottobre. “Una sera la band mi convinse a bere. – ha raccontato il cantautore in una lettera – E da lì non mi sono fermato più. Ho perso occasioni e amici. Io ero un alcolista! L’alcolismo ti guarda appassire in solitudine, mentre sorridi di fronte a tutti”. E ancora: “Alcolista, bulimico, gay, depresso, famoso. Pure questo, famoso, mi sembrava un difetto, forse il peggiore”.

Tiziano Ferro affronta anche i problemi di peso del passato, i 111 chili dei tempi del liceo. “Non sono mai stato il primo della classe, ero anonimo, non bello, per niente atletico, anzi grasso, timido, i ragazzi mi chiamavano ciccione, femminuccia, sfigato. Aspettavo che qualcuno intervenisse per difendermi, ma non succedeva mai. Vivevo perennemente frustrato, incazzato e anche umiliato. Poi ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato”. Il cantautore ha voluto raccontare la sua esperienza anche nel docu-film Ferro, una produzione originale Amazon disponibile su Prime Video dal 6 novembre.

La videolettera di Riccardo Bocca su TPI: “Caro Tiziano Ferro, le tasse si pagano: perché non chiedi scusa?”

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