Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:49
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Costume

Cos’è l’Orologio dell’Apocalisse (Doomsday clock) e perché viene aggiornato una volta l’anno

Immagine di copertina
(Credits: EPA/JIM LO SCALZO)

Secondo l'ultima rilevazione, arrivata a gennaio 2019, siamo a due minuti dalla mezzanotte, orario con cui si identifica la fine del mondo: tra rischio atomico e cambiamenti climatici, non siamo mai stati così vicini

Orologio dell’Apocalisse: cosa è e perché siamo a 2 minuti da mezzanotte

Negli ultimi anni ci siamo pericolosamente avvicinati alla fine del mondo: a dircelo è il Doomsday Clock, uno speciale “Orologio dell’Apocalisse” che misura esattamente quanto l’umanità sia prossima a una possibile catastrofe senza precedenti.

È dal 1947 che una volta l’anno, nel mese di gennaio, questo speciale orologio scientifico viene aggiornato dagli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago. L’ultima misurazione, quella del 2019, che ha confermato l’orario del 2018: secondo il Doosmday Clock siamo a due minuti dalla mezzanotte. E la mezzanotte è l’Apocalisse.

Non è molto rosea dunque la prospettiva illustrata da questo speciale orologio. Che tra qualche giorno, intorno al 24 gennaio 2020, potrebbe registrare un nuovo aggiornamento. Nell’ultimo anno il mondo si è avvicinato ancora di più all’Apocalisse oppure la situazione sta migliorando? Nell’attesa, vediamo bene cos’è l’Orologio dell’Apocalisse e la sua storia.

Orologio dell’Apocalisse: cosa è

Come già anticipato, la prima volta che il Doomsday Clock ha visto la luce è stato nel 1947. Martyl Langsdorf, l’artista americana a cui era stata commissionata la prima copertina del Bulletin of the Atomic Scientists dell’Università di Chicago (una rivista sulla sicurezza globale e sulla tecnologia), ebbe l’intuizione di disegnare un orologio che, simbolicamente, indicasse quanto tempo mancava all’estinzione umana.

Siamo nei primi anni della guerra fredda e in quell’epoca lo spauracchio principale era un nuovo, disastroso utilizzo della bomba atomica dopo Hiroshima e Nagasaki. Per questo motivo, nei primi anni si considerò l’Orologio dell’Apocalisse come l’indicatore del pericolo atomico per la terra. Con gli anni, ovviamente, l’ipotesi di una guerra nucleare è stata gradualmente sostituita da altri eventi pericolosi, come i cambiamenti climatici o lo scoppio di nuove guerre.

La prima misurazione dell’orologio, nel 1947, segnava 7 minuti alla mezzanotte. Da allora, gli spostamenti in positivo o in negativo sono stati tantissimi. Il momento migliore è stato registrato nel 1991, all’indomani della fine della guerra fredda: le lancette dell’Orologio dell’Apocalisse segnavano ben 17 minuti alla mezzanotte. Ma negli ultimi anni ci siamo avvicinati sempre di più al baratro: nel 2018 eravamo a 2 minuti dalla mezzanotte. Solo un’altra volta le lancette si erano fermate sullo stesso punto: tra il 1953 e il 1960, anni in cui Usa e Urss misero a punto e sperimentarono le prime bombe all’idrogeno.

Leggi anche:
Ambiente, Luca Mercalli a TPI: “Alcuni interessi economici ostacolano le battaglie sul clima”
Perché secondo gli scienziati la fine del mondo è più vicina
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Costume / Tre mesi gratis su un’isola da sogno: c’è però una condizione da accettare
Costume / Il fascino intramontabile dei braccialetti personalizzati: perché il Composable di Nomination è l’icona del momento
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Costume / Tre mesi gratis su un’isola da sogno: c’è però una condizione da accettare
Costume / Il fascino intramontabile dei braccialetti personalizzati: perché il Composable di Nomination è l’icona del momento
Costume / Il figlio di Joe Bastianich già Ceo a 24 anni: “Papà non è affettuoso, mi ha insegnato il sacrificio”
Costume / Nostradamus e il 2026: denaro che crolla e una terra che si ribella. Le quartine (inquietanti)
Costume / Fontana di Trevi a pagamento per i turisti, l’ironia del Financial Times: “Oggi Anita Ekberg dovrebbe fare la fila per 2 euro”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Costume / Le professioni più promettenti del 2026 e i percorsi per formarsi con successo
Costume / Moda all’ingrosso e trend di mercato: l’esperienza di Tenaxia nel B2B dell’abbigliamento firmato
Costume / Branding offline: strategie per costruire autorevolezza fuori dal web