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Lo sfogo di Jovanotti contro gli ambientalisti: “Sono diventati ideologici, cercano di affermare un brand”

La musica come termometro della vita, l’ambientalismo come fotografia dei nuovi confini della libertà. Jovanotti ha sempre una visione originale del mondo

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 16 Dic. 2019 alle 12:57
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Immagine di copertina
Jovanotti Credit: Ansa

Lo sfogo di Jovanotti contro gli ambientalisti

Il tour estivo di Jovanotti, il “Jova Beach Party”, se da una parte è stato amato da moltissimi fan, dall’altra non ha mai smesso di subire critiche e attacchi da parte degli ambientalisti di tutta Italia. Oggi il cantante di “Penso positivo” risponde a tutti gli attacchi.

Jovanotti vs ambientalisti

“Quando abbiamo iniziato a progettare JBP la primissima cosa che abbiamo fatto è stato contattare il WWF per poterli incontrare per raccontare l’idea e chiedere a loro un parere, e sono stato io personalmente a metterla come condizione di partenza”, ricorda Jovanotti su Facebook.

In una lunga intervista rilasciata a La Stampa racconta la sua versione dei fatti: “Io non ho avuto attriti, credimi, sono loro ad averne tra di loro casomai. Dovrebbero parlarsi, invece è un mondo diviso, dove molti, troppi stanno lì soprattutto a cercare di affermare il proprio brand. Spesso l’ambiente è solo una scusa e questo addolora, perché il Jova Beach Tour nasce anche per essere un cavallo di troia con cui portare certi temi alla luce, approfittando della festa”.

E il cantante è il primo a voler difendere l’ambiente: “Scontrarsi per quattro volte contro rifiuti prodotti dall’uomo vuol dire che il mare ne è letteralmente infestato, e inoltre c’ è sempre meno pesce e quello che c’ è spesso mangia quella plastica che si disintegra in piccoli pezzi. Esiste una questione non solo ecologica, è perfino mitologico il male che può derivare da questa situazione. Si ferisce un Dio, si viola una forza creatrice fondamentale”.

La decrescita felice: “impossibile”, secondo Jova

Jovanotti è contro l’inquinamento dell’uomo, ma non contro il progresso. Sulla decrescita felice infatti risponde così: “Per me non è mai “cosa” si fa ma è sempre soprattutto “come”. Le infrastrutture sono fondamentali per il progresso, che è un concetto che mi sta personalmente più a cuore di quello puramente macroeconomico di crescita. Si tratta da fare le cose bene, non condivido l’ atteggiamento di chi per paura di fare male preferisce non fare”.

“Viviamo in un’ epoca di sviluppo tecnologico vertiginoso – conclude il cantante – l’impegno di chi lavora nell’ambito delle immagini, e ci metto dentro anche la politica perché produce per sua natura anche visioni, vorrei che si concentrasse anche sul progresso di quello che generalmente si chiama umanesimo”.

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