Me
HomeCostume

Adriano Olivetti, chi era lo storico imprenditore: la storia vera

La sua azienda ha realizzato le prime macchine per scrivere in Italia

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 19 Nov. 2019 alle 17:33 Aggiornato il 19 Nov. 2019 alle 17:36
Immagine di copertina

Adriano Olivetti, chi era lo storico imprenditore: la storia vera

Adriano Olivetti sarà ricordato per sempre come il motore della Olivetti & Co, la fabbrica di famiglia che gli permise di realizzare le prime macchine per scrivere italiane.

La sua eredità nella storia italiana non è mai stata dimenticata: Olivetti è stato un uomo che ha saputo lasciare il segno in un’Italia segnata dal Dopoguerra, si è saputo distinguere per i suoi progetti innovativi e per il desiderio di stabilire degli equilibri sociali all’interno del duro mondo del lavoro di fabbrica.

Nato a Ivrea nel 1901, Adriano Olivetti ha assaporato sulla propria pelle il periodo buio delle grandi guerre e la difficoltà di rimettersi in piedi nel dopoguerra, andando anche contro il volere della propria famiglia.

Suo padre, Camillo Olivetti, era di origini ebraiche mentre sua madre, Revel, era valdese. Per sfuggire alle leggi razziali, Adriano non ottenne alcuna educazione religiosa ma si procurò un certificato di battesimo valdese.

Ha frequentato l’Istituto Tecnico a Cuneo, dopodiché si è arruolato come volontario negli alpini. Laureato in Ingegneria Chimica al Politecnico di Torino, Adriano da giovane ha collaborato con alcune interviste (L’azione riformista, Tempi Nuovi) entrando in contatto con figure importanti come Pietro Gobetti e Carlo Rosselli.

A capo della società Olivetti arrivò nel 1932, dopo essere stato dapprima un operaio come tanti, e fu in quell’anno che lanciò la MP1: la prima macchina per scrivere portatile. La presidenza arrivò nel 1938.

La guida di Adriano fu innovativa, rivoluzionaria perché non riguardò soltanto la struttura (la fabbrica di mattoni rossi divenne un punto iconografico di riferimento per molte altre aziende anche internazionali) ma soprattutto riguardò i lavoratori e le loro condizioni all’interno della fabbrica: per Adriano era importante migliorare i salari, le abitazioni, la maternità, l’assistenza medica e i servizi sociali.

Ma non gli bastò. Adriano, per predisposizione caratteriale, decise di occuparsi anche di altri progetti, spaziando dalla cultura alla politica. A Ivrea nacquero i servizi sociali per i suoi dipendenti che divennero accessibili per tutti.

La sua morte è arrivata all’improvviso: era il 27 febbraio 1960 e, mentre era a bordo di un treno diretto a Losanna, Adriano Olivetti fu colpito da un infarto, lasciò 36mila dipendenti.

Adriano Olivetti ha sposato Paola Levi. Un film sulla sua vita è stato realizzato da Michele Soavi, suo nipote, e a interpretare il caro imprenditore su Rai 1 è Luca Zingaretti.