Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Ambiente

L’inquinamento dell’aria uccide più del fumo, degli incidenti stradali e delle guerre: toglie due anni di vita

Immagine di copertina
India. Credit: EPA/RAJAT GUPTA

Le polveri sottili riducono l’aspettativa di vita globale di 2,2 anni rispetto alla situazione che si avrebbe se fossero rispettate le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità

L’inquinamento dell’aria causa più morti del fumo, degli incidenti automobilistici, dell’Hiv. Le polveri sottili uccidono più del doppio di alcol e droghe e 44 volte più delle guerre e del terrorismo. E in India se si respirasse aria pulita si vivrebbe 9 anni di più. A Milano, invece, si guadagnerebbe quasi un anno di vita. Sono i dati allarmanti dell’Air Quality Life Index (Aqli) il report dall’Energy Policy Institute elaborato dall’Università di Chicago.

Secondo il rapportol’inquinamento atmosferico da particolato (PM10), che è principalmente il risultato della combustione di combustibili fossili, è la forma più mortale di inquinamento atmosferico a livello globale. Riduce l’aspettativa di vita globale di 2,2 anni rispetto alla situazione che si avrebbe se fossero rispettate le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità”.

grafico inquinamento

“In un anno particolare come quello del Covid appare sempre più evidente l’importanza delle politiche per la riduzione dei combustibili fossili, che contribuiscono sia all’inquinamento che al cambiamento climatico”, afferma il professor Michael Greenstone, creatore dell’Aqli insieme ai colleghi dall’Energy Policy Institute dell’università di Chicago. “Questo indice dimostra i vantaggi che queste politiche potrebbero apportare per migliorare la nostra salute e allungare la nostra vita“.

“Gli eventi dell’anno passato ci ricordano che questo non è un problema che i Paesi in via di sviluppo devono risolvere da soli”, afferma Ken Lee, direttore dell’Aqli. “L’inquinamento atmosferico causato dai combustibili fossili è un problema globale che richiede politiche forti su ogni fronte, anche da parte dei negoziatori mondiali sul clima che si riuniranno nei prossimi mesi”.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / Le mani sporche dietro i chatbot: chi paga il prezzo dell’intelligenza artificiale
Ambiente / Piantare le radici nel futuro: con Neya, Mundys punta sulla riforestazione per compensare le emissioni
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Ti potrebbe interessare
Ambiente / Le mani sporche dietro i chatbot: chi paga il prezzo dell’intelligenza artificiale
Ambiente / Piantare le radici nel futuro: con Neya, Mundys punta sulla riforestazione per compensare le emissioni
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Ambiente / Ong: “65 banche mondiali hanno investito oltre 900 miliardi di dollari nei combustibili fossili nel 2025”
Ambiente / Che fine faranno le fonti energetiche rinnovabili con la crisi di Hormuz?
Ambiente / La transizione energetica comincia in cucina
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Ambiente / La discarica blu: negli ultimi 40 anni la spazzatura in mare è raddoppiata
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale