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Il monito di Greta Thunberg alla Cop25: “Non c’è più tempo, l’emergenza clima è oggi”

Anche questa volta il discorso della 16enne paladina del Fridays for Future ha avuto un notevole eco

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 9 Dic. 2019 alle 15:03
Immagine di copertina
Greta Thunberg alla conferenza stampa della Cop25 a Madrid, 9 dicembre 2019. Credit: Clara Margais/dpa

Il discorso di Greta Thunberg alla conferenza stampa della Cop25 a Madrid

Greta Thunberg è arrivata a Madrid per partecipare al vertice sul clima Cop25 (Conferenza mondiale Onu sui cambiamenti climatici, ndr). Anche questa volta il discorso della 16enne paladina del Fridays for Future ha avuto un notevole eco.

Le emergenze climatiche non sono qualcosa che avranno un impatto sul futuro, che avranno effetto sui bambini nati oggi una volta adulti, hanno già effetto sulle persone che vivono oggi“, l’attivista svedese ha usato parole forti nel corso della conferenza stampa del summit che vede la partecipazione di 198 Paesi impegnati a trovare una soluzione alla crisi climatica

Dopo aver attraversato l’oceano Atlantico a bordo di una barca a vela di due youtuber australiani, Greta Thunberg è sbarcata in Portogallo, a Lisbona, e da lì in treno ha raggiunto la capitale spagnola che ospita il vertice.

La conferenza stampa della 16enne tenutasi oggi, lunedì 9 dicembre, è iniziata in ritardo proprio a causa della grande quantità di persone che si trovavano in fila per seguire il suo discorso.

“Abbiamo il dovere di usare l’attenzione dei media per la nostra piattaforma e per far sentire la nostra voce – ha detto Greta Thunberg, prima di lasciare la parola alla moderatrice Luisa Neubauer e ad altri attivisti presenti alla conferenza stampa -. “Noi, io e Luisa, non parleremo oggi, siamo privilegiate perché le nostre storie sono state già dette, ma non sono le nostre storie che devono essere ascoltate ma quelle degli altri, soprattutto nel sud del mondo e nelle comunità indigene. Abbiamo creato questo evento come una sorta di piattaforma per condividere le storie che devono essere conosciute”.

Dopo Greta Thunberg ha parlato un ragazzo delle isole Marshall che ha sottolineato l’importanza di “ascoltare le storie delle popolazioni indigene, che sono in prima linea nel subire gli effetti dei cambiamenti climatici”.

“Ci hanno detto che per resistere dobbiamo adattarci, andare più in alto – ha continuato – o che una soluzione che abbiamo è emigrare”.

“Chiediamo di essere ascoltati, perché nessuno più di noi sperimenta sulla propria pelle i danni dai cambiamenti climatici”, ha detto un altro giovane attivista proveniente dall’Uganda.

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