Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:15
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Ambiente

Emergenza rifiuti: “Tra un anno e mezzo le discariche del Sud saranno piene”

Immagine di copertina
Credit: Ansa/Frattari/Drn

Emergenza rifiuti: “Tra un anno e mezzo le discariche del Sud saranno piene”

Tra tre anni non vi sarà più spazio nelle discariche italiane per i rifiuti. Lo prevede lo studio di A2A “Da Nimby a Pimby, Economia circolare come volano della transizione ecologica e sostenibile del Paese e dei suoi territori”, presentato oggi al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Secondo la ricerca della società che si occupa di energie rinnovabili e di gestione dei rifiuti, già tra un anno e mezzo un anno e mezzo le discariche del Sud Italia avranno raggiunto la saturazione, mentre per il Nord dovranno trascorrere ancora 4 o 5 anni.

L’Italia ha ancora molto da fare per per arrivare all’obiettivo stabilito dall’Unione Europea di arrivare a riciclare il 65 percento dei rifiuti entro il 2035, portando al 10 percento dal 21 percento attuale la quota di rifiuti smaltiti in discarica.

La ricerca, realizzata in collaborazione con The European House-Ambrosetti, sostiene che saranno necessari investimenti per 2,5 miliardi di euro per allineare l’Italia alla media europea di uso della spazzatura come fonte di energia alternativa ai combustibili fossili. Sarebbero infatti necessari 7 nuovi impianti di riutilizzo energetico per impiegare altri 3,1 milioni di tonnellate di rifiuti urbani (sui 30 milioni totali) come fonte di energia alternativa, pari al 53 percento in più dei livelli attuali.

Per quanto riguarda il biometano invece ”l’Italia avrà la necessità di trattare ulteriori 3,2 milioni di tonnellate di frazione organica, pari al 50% in più dei volumi attualmente trattati, con un fabbisogno impiantistico di 38 nuovi impianti, di cui oltre l’80% nei territori del Centro-Sud, per un investimento complessivo di circa 1,3 miliardi di euro”.

Uno sforzo che può contribuire anche a risultati notevoli sul fronte delle riduzioni delle emissioni di gas serra, responsabili del riscaldamento globale. Secondo lo studio infatti, una migliore gestione dei rifiuti può infatti portare a una riduzione di circa 3,7 milioni di tonnellate delle emissioni di CO2.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / Mufloni del Giglio, LAV e WWF: “Ottimi risultati della loro salvezza con catture e trasferimenti”
Ambiente / Olocausto climatico: così il riscaldamento globale rischia di far scomparire le più grandi foreste del mondo
Ambiente / I guardiani della Terra: reportage da Torino con gli attivisti del clima
Ti potrebbe interessare
Ambiente / Mufloni del Giglio, LAV e WWF: “Ottimi risultati della loro salvezza con catture e trasferimenti”
Ambiente / Olocausto climatico: così il riscaldamento globale rischia di far scomparire le più grandi foreste del mondo
Ambiente / I guardiani della Terra: reportage da Torino con gli attivisti del clima
Ambiente / È arrivato l’abbonamento cartaceo del settimanale di The Post Internazionale
Ambiente / TPI Fest Bologna 2022 | La Festa di The Post Internazionale (15-16-17 settembre) | Programma e Ospiti
Ambiente / Strage di squali all’Elba per mano di pescatori
Ambiente / In 60 anni foreste diminuite del 60% a persona: oggi mezzo ettaro a testa
Ambiente / Greta non si presenta al summit Fridays for Future a Torino. C’è chi parla di “De-Gretizzazione” del movimento
Ambiente / A Torino il meeting europeo dei Fridays for Future con Greta Thunberg
Ambiente / Gli iceberg della Groenlandia hanno perso 6 miliardi di tonnellate d’acqua al giorno