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Brasile, un’enorme chiazza di petrolio ha raggiunto il “santuario delle balene”

Di Alice Possidente
Pubblicato il 4 Nov. 2019 alle 16:48 Aggiornato il 4 Nov. 2019 alle 16:56
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Immagine di copertina

Brasile: chiazza di petrolio raggiunge il parco nazionale di Abrolhos

Un’enorme chiazza di petrolio, da settembre 2019, ha invaso il mare a nord-est del Brasile. Il disastro ecologico, le cui cause sono ancora poco chiare, ha riguardato aree incontaminate, tra cui spiagge paradisiache e località turistiche famose in tutto il mondo.

Il petrolio ha anche raggiunto un parco marittimo nello Stato di Bahia: il parco nazionale di Abrolhos. In questo luogo sono presenti le maggiori biodiversità delle coste dell’emisfero meridionale.

Il parco è considerato un santuario delle balene, habitat naturale di numerosi esemplari di cetacei: qui ogni anno arrivano le balene Jubarte (conosciute anche come balene Megattere) e ci sono 1.300 specie di piante e animali marini, oltre a grandi sponde di coralli, come il ‘corallo di fuoco’, un tipo in via di estinzione.

Dopo la scoperta delle tracce di greggio nel mare, il Ministero dell’Ambiente brasiliano ha disposto la sospensione per tre giorni delle visite al Parco nazionale marino di Abrolhos.

Il ministro della Difesa, Fernando Azevedo e Silva, dopo aver sorvolato l’area, ha espresso preoccupazione per il destino di quel “santuario ecologico”, dove sono stati rinvenuti resti di petrolio il cui impatto non è stato ancora diagnosticato definitivamente.

Si stima che finora, lungo i circa 3mila chilometri di litorale, siano state rimosse dalle coste brasiliane circa 4 mila tonnellate di petrolio. Il merito è di soldati e volontari ma le operazioni di pulizia sono ancora in corso.

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