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G20 di Osaka: Trump incontra Xi Jinping sui dazi e propone a Kim un nuovo summit

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Trump e Xi Jinping al G20 di Osaka, in Giappone. Credit: Brendan Smialowski / AFP)

Colombe per Cina, Corea del Nord e Russia. Un Trump in vena di aperture, quello che si è presentato al G20 di Osaka, in Giappone. Il presidente degli Stati Uniti, nell’ordine, ha concordato con Pechino di riprendere le trattative sui dazi commerciali, si è detto pronto ad andare in visita a Pyongyang e ha annunciato l’avvio del dialogo con Mosca per rinnovare il trattato sulla riduzione delle armi di distruzione di massa, in scadenza nel 2021.

E messaggi concilianti arrivano anche per gli amici dell’Arabia Saudita: il principe Bin Salman “è mio amico”, “nessuno ha puntato il dito contro di lui per l’omicidio Khashoggi”, ha detto il presidente Usa.

Usa-Cina – Nel mattino di sabato 29 giugno (quando in Italia era ancora notte) Trump ha avuto un incontro bilaterale di 80 minuti con il suo omologo cinese, Xi Jinping. Al termine del summit, il presidente statunitense ha avuto parole al miele per il collega, che ha definito “uno dei più grandi leader cinesi degli ultimi 200 anni”.

L’incontro, ha detto Trump, è stato “molto buono, eccellente”: i negoziati tra Washington e Pechino, ha aggiunto, sono “ritornati in carreggiata”. In sostanza, il presidente ha concordato con Xi Jinping di riprendere le trattative sulla guerra commerciale in atto tra i due Paesi a colpi di dazi.

Il “dialogo è preferibile allo scontro”, ha commentato Xi Jinping, che ha sottolineato i benefici reciproci di una “cooperazione” Washington-Pechino.

Secondo i media cinesi, gli Stati Uniti non aggiungeranno nuovi dazi sulle importazioni del ‘made in China”, in particolare sui 300 miliardi di dollari circa ventilati nelle ultime settimane dalla Casa Bianca.

Usa-Corea del Nord – Il G20 di Osaka precede, per Trump, la visita a Seul, in Corea del Sud. Una buona occasione, secondo il presidente statunitense, per incontrare nuovamente il leader supremo della Corea del Nord, Kim Jong-un.

“Mentre sarò lì, se il presidente Kim del Nord vede questo (messaggio, ndr), lo incontrerei al Confine/Dmz anche solo per stringergli la mano e salutarlo (?)!”, ha scritto Trump su Twitter.

I colloqui tra i due leader sulla denuclearizzazione di Pyongyang sono in fase di stallo dallo scorso febbraio, quando il summit tra i due ad Hanoi, in Vietnam, si interruppe bruscamente senza un accordo.

Da allora i due si sono scambiati alcune lettere e i rapporti sembrano essere tornati discreti. La Corea del Nord, a inizio maggio, ha testato un paio di missili a corto raggio mostrando impazienza sullo stallo negoziale. Ad aprile, in un discorso al parlamento, Kim ha chiesto agli Stati Uniti di cambiare politica e di accantonare la pratica delle richieste unilaterali, aggiungendo che avrebbe avuto un atteggiamento paziente fino alla fine dell’anno.

Tramite l’agenzia di stampa ufficiale Kcna, da Pyonyang hanno definito “molto interessante” la proposta di incontrarsi con Kim avanzata da Trump: sarebbe “un’altra occasione significativa per rafforzare ulteriormente i rapporti personali tra i due leader e per far avanzare le relazioni bilaterali”, si legge in una nota del primo viceministro degli Esteri, Choe Son-hui. “Ma non abbiamo ancora ricevuto una proposta ufficiale a tal proposito”, ha aggiunto il viceministro.

Interrogato dai giornalisti sulla possibilità di attraversare il confine nordcoreano, Trump ha risposto che si sentirebbe a proprio agio nel farlo: “Non so se Kim ci sarà, io domani andrò alla Dmz. Vediamo cosa succede”, ha detto il presidente.

Usa-Russia – A Osaka Trump ha incontrato anche il presidente russo Vladimir Putin, con cui ha concordato di avviare le trattative per il rinnovo del New Start, il trattato sulla riduzione delle armi di distruzione di massa che scade nel 2021.

“Abbiamo chiesto ai nostri ministri degli Esteri di iniziare le consultazioni. È troppo presto per dire se porteranno a un prolungamento del New Start”, ha spiegato Putin.

Durante l’incontro tra i due, Trump avrebbe messo in guardia l’omologo dal non interferire nelle elezioni presidenziali Usa del 2020.