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La grande emergenza | “Situazione mai così grave, è crisi vera”: Roma nella morsa dei rifiuti

Immagine di copertina
Accumulo di rifiuti in via Cassia, Roma, 20 giugno 2019 ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Emergenza rifiuti Roma | Un’emergenza che ciclicamente si ripresenta, una crisi che puntualmente porta alla disperazione i cittadini romani, stravolti dalla sporcizia, dal caldo e dalla spazzatura che ha invaso la città rendendola una discarica a cielo aperto.

Un’immagine impietosa che più volte capitola sulle cronache nazionali e mette alla gogna la città e i suoi abitanti.

A dicembre lo scempio aveva superato i confini nazionali: ci aveva pensato il New York Times con il reportage dall’eloquente titolo ‘Rome in ruins’, ‘Roma in rovina’.

“Di chiunque sia la colpa l’affascinante stanchezza di Roma ha ceduto il passo a un cinismo di proporzioni epidemiche”, scriveva il giornalista del NYT. “E la risposta dei romani al degrado è quella di condividere meme sui social network”, con gli amici. Anziché scambiarsi foto dei loro bambini, “inviano mucchi di immondizia sui marciapiedi”.

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Mai affermazione fu più vera e profetica perché questo moda è andata avanti e impazza sui social. ma più che una moda è lo specchio severo di quello che provano i romani, i turisti e chiunque abbia a cuore le sorti della città.

“La situazione è drammatica, il meccanismo che dovrebbe garantire il servizio si scontra con criticità sedimentate nel tempo”, spiega a TPI Amedeo Ciaccheri, presidente del municipio VIII di Roma.

“Mancano le strutture per conferire i rifiuti che vengono raccolti. C’è un problema anche dal punto di vista industriale per quello che riguarda l’azienda municipalizzata Ama che coinvolge il fine ciclo. Ma sul tavolo ci sono almeno altre due questioni: quella del personale a disposizione dell’azienda, che è insufficiente – a causa del piano assunzionale bloccato dalla mancata approvazione del bilancio 2017 e 2018 dell’azienda.

Allo stesso tempo è completamente controproducente andare avanti con una macchina che non ha personale da mettere a disposizione nel contratto di servizio. Mancano persone sui turni di spazzamento delle strade, sul programma di ampliamento delle aree di porta a porta, sui turni di ciclo di conferimento e di ritiro”, prosegue Ciaccheri.

Discariche a cielo aperto sulla Cassia, cassonetti stracolmi e rifiuti a terra, topi gabbiani e blatte che invadono le strade, praticamente in tutta la città. La situazione dei rifiuti particolarmente drammatica in zona Nord ha spinto la Commissione rifiuti della Regione presieduta da Marco Cacciatore (M5S) a convocare per martedì prossimo la sindaca Virginia Raggi (M5S) e i dirigenti di Ama e del dipartimento all’Ambiente. Oggetto dell’audizione: “Rifiuti nel XV Municipio di Roma”.

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La convocazione giunge dopo le proteste dei comitati di quartiere, del presidente del Municipio Stefano Simonelli (M5S) e dei sindacati della Rai “qui abbiamo già i topi in redazione” che ha la sede adiacente al piazzale dove dal 7 luglio Ama ha programmato il trasbordo dei camion sui tir diretti agli impianti di trattamento dei rifiuti indifferenziati dei privati a Frosinone, Latina, Aprilia, Viterbo e in Abruzzo.

In via Fuggetta, a Villa Bonelli, una distesa si di rifiuti fa bella mostra di sè accanto ad una batteria di cassonetti. Alcuni di questi sono stati dati alle fiamme, com’è recentemente accaduto anche a Circonvallazione Ostiense. Largo Spartaco e Piazza del Quadraretto, nel territorio del Municipio VII, continuano a soffrire di problemi che da settimane i residenti segnalano ad Ama ed alle istituzioni cittadine. In via Scarpanto, zona Tufello-Val Melaina, c’è un evidente problema nella raccolta di carta e cartone che, a causa dei cassonetti debordanti, finiscono per essere gettati in strada. In via Bellegra, a Centocelle, cumuli di rifiuti circondano gli stalli dei cassonetti, a pochi passi dagli ambulatori medici del Fabia Mater. Stessa scena in via Vestricio Spurinna, nel popoloso quartiere di Don Bosco.

“L’emergenza è strutturale ed è un sintomo di mancanza di governance, di una crisi di rapporto città-rifiuti. Nonostante il consiglio di amministrazione appena nominato, manca l’assessore dedicato al tema dei rifiuti e contestualmente assistiamo a un negazionismo della sindaca rispetto a una situazione di fatto”, spiega Ciaccheri.

“Ma c’è da dire una cosa più importante”, prosegue Ciaccheri, “se i rifiuti non vengono ritirati dalle strade, non solo non aumenta la differenziata a Roma e quindi la città va incontro all’infrazione rispetto alle quote definite dalla Ue per quanto riguarda la proiezione dei rifiuti della differenziata, ma c’è un problema igienico sanitario che si palesa lungo le strade della città. Mancano servizi di controllo adeguati su tutte le frazioni che vengono appaltate a soggetti terzi da Ama per il programma delle utenze non domestiche”.

Credit Twitter Carlo Rienzi, presidente Codacons

“La situazione è trasversale in tutta la città: dal centro, tolte alcune aree che appartengono a un ciclo a parte, fino alle estreme periferie. Ci stiamo aggiornando con gli altri presidenti di municipio per dare seguito a una manifestazone di sofferenza che tutti stanno vivendo. C’è crisi e preoccupazione per la salute della propria comunità territoriale”.

A Roma c’è “pericolo di epidemia”. È scritto proprio così nell’esposto che il Codacons intende presentare alla Procura contro il Comune a guida Raggi. E all’Ama, la municipalizzata romana dei rifiuti che ha un Cda nuovo di zecca (hanno accettato le nomine il presidente Luisa Melara, l’ad Paolo Longoni e il consigliere Massimo Ranieri) ma è ancora sommersa dall’emergenza.

“Il percolo di diffusione di batteri è molto elevato – sottolinea Rienzi, presidente della storica associazione dei consumatori – e riguarda in particolar modo bambini, anziani e chi abita a ridosso dei cassonetti dell’immondizia ed è costretto a respirare miasmi nauseabondi”.

Eppure a sentire la sindaca Virginia Raggi l’allarme sarebbe ingiustificato: “La notizia di una presunta ‘emergenza’ non trova fortunatamente alcun fondamento – ha scritto qualche giorno fa su Facebook, postando foto di cassonetto vuoti di fronte ai principali ospedali romani. In questi giorni in alcune aree della città il servizio di raccolta dei rifiuti non ha funzionato correttamente. Ma Ama sta lavorando affinché tutte le criticità che si sono verificate si risolvano rapidamente”.

“Un guasto al nastro trasportatore del Tmb di Rocca Cencia, poche settimane fa, ha portato ad un rallentamento di circa 750 tonnellate di rifiuti in meno al giorno -ha aggiunto. A questo disagio si sono unite alcune questioni di disponibilità degli spazi per portare fuori Roma i rifiuti sulla base di spazi, non rilasciati agli impianti Acea (pubblici) dal Tmb Malagrotta”

La cosa più triste è forse proprio l’immagine sconfortante di una sindaca che non mostra nessun pathos per la sorte della città che dovrebbe amministrare, per il senso di passiva rassegnazione che emana da ogni gesto e ogni parola di Virginia Raggi, che invece di mostrarsi straziata per lo scempio di Roma si limita a gestire con la smorfia di un sorriso impotente e forse indifferente lo spettacolo di una città irrimediabilmente lurida.

In Regione martedì sarà affrontata anche la questione della discarica di Pian dell’Olmo che ha già avuto l’autorizzazione Via (verifica impatto ambientale) e che dal 24 inizierà l’iter di conferenza dei servizi per l’approvazione finale: la richiesta della ditta privata è per un impianto dove conferire gli scarti dei rifiuti indifferenziati usciti dal Tmb (trattamento meccanico biologico). Era stata la sindaca Raggi lo scorso 30 maggio ad annunciare la scelta del parcheggio di Saxa Rubra nel XV Municipio come luogo di trasbordo dei rifiuti sui tir diretti fuori.

Intanto da Ama fanno sapere che “la situazione è in progressivo miglioramento, perché sono intensificate le attività di sanificazione dei cassonetti”, mentre il nuovo Cda (Luisa Melara, Paolo Longoni e Massimo Ranieri) insediato due giorni fa oltre alla logistica della raccolta dovrà occuparsi di una priorità assoluta: l’approvazione dei due bilanci del 2017 e del 2018 già revisionati da dirigenti e consulenti. I conti saranno messi in rosso per decine di milioni.

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