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Usa, dopo l’abbattimento del drone Trump approva attacco all’Iran poi lo annulla. Alitalia modifica le rotte verso l’Iran

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Credit: Nicholas Kamm / AFP

Trump attacco Iran drone abbattuto – Sale la tensione tra gli Stati Uniti e l’Iran. Secondo quanto riportato dal New York Times, dopo l’abbattimento di un drone da parte delle Guardie della rivoluzione, il presidente Donald Trump avrebbe ordinato un attacco mirato contro Teheran per poi cambiare idea e annullarlo. Stando alla ricostruzione del quotidiano, che cita fonti ufficiali militari, il presidente aveva dato il via libera all’intervento militare dopo una serie di intense discussioni con funzionati del Congresso e leader diplomatici. Il raid avrebbe dovuto colpire alcuni obiettivi mirati, tra cui radar e batterie di missili, e sarebbe dovuto avvenire dopo il tramonto per minimizzare il rischio per i civili.

I leader del Congresso erano stati informati dei piani dell’amministrazione nel corso della riunione tenutasi ieri, giovedì 20 giugno, nel pomeriggio nella Situation Room della Casa Bianca.

Il retromarcia è avvenuto quando l’operazione era nella sua fase iniziale, con aerei già in volo e navi in posizione. Non è ancora chiaro a cosa sia dovuta la brusca frenata: tra le ipotesi, citate dalla stampa americana, anche la tesi che il ripensamento totale di Trump sui raid sia una sospensione provvisoria dovuta a questioni di strategia e di logistica.

Difficile prevedere cosa succederà nelle prossime ore ma certa è la spaccatura interna all’amministrazione. I falchi John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Pompeo, segretario di Stato, e la direttrice della Cia, Gina Haspel, avevano dato luce verde a una risposta militare mentre i dirigenti del Pentagono hanno ammonito che un intervento del genere potrebbe provocare un’escalation vertiginosa con rischi per le forze americane nella regione. Tuttavia, secondo il Wall Street Journal, “una futura risposta militare all’Iran non è stata esclusa”.

Arrivata una risposta immediata dalle compagnie aeree mondiali, che stanno modificando le proprie rotte. Lufthansa, British Airways, Klm e Qantas hanno annunciato che i loro aerei non sorvoleranno lo stretto di Hormuz ed il Golfo dell’Oman.

Anche l’Alitalia, la compagnia di bandiera italiana, ha fatto sapere che modificherà le rotte che interessano quell’area, in particolare nei voli che collegano Roma con Nuova Delhi.

Iran News – L’abbattimento del drone. Per Teheran ci sono prove “indiscutibili” che il drone Usa abbattuto ieri nello stretto di Hormuz stesse viaggiando nello spazio aereo iraniano. Ad affermalo è il viceministro degli Esteri Abbas Araghchi nel corso di un colloquio tenuto con l’ambasciatore svizzero Markus Leitner. Per Araghchi “alcune parti dei rottami sono state recuperate nelle acque territoriali dell’Iran”, violando i regolamenti internazionali. Teheran, ha ribadito il viceministro,  “non cerca la guerra e il conflitto nel Golfo Persico” ma “non esiterà per un momento a difendere con decisione il suo territorio da qualsiasi aggressione”. Una posizione espressa anche dal comandante delle Guardie della rivoluzione, il generale Hossein Salami, che ieri aveva affermato che la Repubblica Islamica, “anche se non intende fare la guerra a nessuno, è pronta alla guerra”.

L’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite, Majid Takht-e Ravanchi, in una lettera inviata al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, ha indicato i dettagli dell’operazione che ha portato all’abbattimento del drone americano specificando qual era l’esatta posizione del velivolo quando è stato colpito. “Non cerchiamo la guerra ma ci difenderemo da ogni aggressione”, ha scritto l’ambasciatore, chiedendo a Guterres di presentare la sua missiva come “documento al Consiglio di sicurezza”.  Nelle ore precedenti, il ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif aveva diffuso su Twitter le presunte coordinate esatte del mezzo al momento dell’abbattimento.

Trump attacco Iran drone abbattuto – Le reazioni. Come risposta l’Agenzia federale per l’aviazione civile degli Stati Uniti ha escluso i voli americani da una parte dello spazio aereo iraniano, sopra lo Stretto di Hormuz e il Golfo di Oman.

Le restrizioni, ha affermato l’Amministrazione federale dell’aviazione degli Stati Uniti, rimangono in vigore “fino a nuovo avviso” e sono dovute alle “accresciute attività militari e all’aumento delle tensioni politiche nella regione, che rappresentano un rischio per le operazioni dell’aviazione civile statunitense e possibili errori di calcolo o errata identificazione”.