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Consiglio d’Europa: “Di Maio vuole limitare la libertà di stampa”

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Il 2 maggio il Consiglio d’Europa ha pubblicato un nuovo report sulla Libertà di stampa nei paesi dell’Unione.

Nel documento, i consiglieri puntano il dito contro il leader del Movimento 5 Stelle, accusato di aver esercitato pressioni finanziarie sui media italiano al fine di limitare la libertà di stampa nel paese.

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Secondo quanto evidenziato dai consiglieri “le pressioni finanziarie, il favoritismo e altre forme di manipolazione indiretta del media possono costituire museruole insidiose e sono usate sempre di più da politici di ogni colore”.

“In Italia, il vice primo ministro e leader del Movimento 5 Stelle ha chiesto alle imprese detenute dallo Stato di smettere di fare pubblicità sui giornali e ha annunciato piani per una ‘riduzione dei contributi pubblici indiretti ai media nella legge di bilancio 2019′”, si legge ancora nel rapporto.

Nello specifico, il Consiglio d’Europa richiama alla memoria un post pubblicato sui social media dal leader 5 Stelle Luigi Di Maio nel novembre 2018 che “conteneva linguaggio insultante contro giornalisti italiani e chiedeva nuove restrizioni legali sugli editori”.

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Non è la prima volta che i leader italiani vengono criticati dal Consiglio d’Europa: anche nel report pubblicato a inizio 2019 i politici erano stati accusati di aver alimentato il clima di odio nei confronti dei media.

Nel documento si evidenziava che la situazione in Italia era peggiorata dopo l’insediamento del nuovo governo dato che “i due vicepremier, Di Maio e Salvini, esprimono regolarmente una retorica particolarmente ostile a media e giornalisti sui social”.

Per il Consiglio d’Europa il clima di “crescente violenza” contro la stampa  era da considerarsi “particolarmente preoccupante”, creando un clima di sempre maggiore insicurezza per i giornalisti.

Ad evidenziare i problemi relativi alla libertà di stampa che esistono in Italia era stato anche il report di Reporter senza Frontiera (RSF) pubblicato ad aprile.

Il paese era stato collocato in 43esima posizione a causa della proposta del ministro dell’Interno Matteo Salvini di togliere la scorta a Roberto Saviano, degli attacchi giunti dal Movimento 5 stelle contro alcuni giornalisti, e delle minacce che continuano ad essere dirette agli appartenenti alla categoria.