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Manuel Agnelli: “X Factor remava contro la musica. Fedez? Non mi sono trovato bene con lui”

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Il leader degli Afterhours, Manuel Agnelli, che stasera (4 aprile) torna in tv con il suo programma “Ossigeno”, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera in cui ha parlato di diversi temi. Anche della sua esperienza a X Factor, talent di Sky in cui ricopriva il ruolo di giudice: “Ho capito che era arrivato il momento di dire basta quando mi sono reso conto che la televisione remava contro un vero impianto musicale: l’anno scorso ho avuto molte difficoltà a rapportarmi con gli autori e con i meccanismi del talent rispetto a quello che io ritenevo di essere lì a fare”.

“Avevo tre talenti musicali notevoli – ha proseguito Agnelli sull’ultimo anno a X Factor – ma poi il discorso sulla musica è stato sminuito totalmente. È stato un grosso errore, un’occasione mancata da parte di un programma che ha delle potenzialità enormi. Come contenuti potrebbe essere molto più interessante, se a qualcuno lì dentro interessasse qualcosa”.

Con lui altri giudici. Tra cui Asia Argento, poi allontanata dal talent dopo l’esplosione del caso Jimmy Bennett. “Asia è stata quella con cui mi sono trovato meglio, se fosse rimasta in trasmissione il finale sarebbe stato molto più interessante, dal punto di vista televisivo e musicale – le parole di Agnelli -. Poi Alvaro Soler, lo ricordo con molta allegria: è una persona di grande cultura, bella, sincera”.

E Fedez? “Con lui mi sono trovato bene solo a tratti, abbiamo cercato di avvicinarci ma siamo due persone troppo diverse, non abbiamo chiuso bene. Almeno, da parte mia io non mi sono trovato bene con lui”.

Quando un’artista parla di politica o prende una posizione in Italia scoppia un putiferio: “Anche in Inghilterra sta succedendo lo stesso fenomeno: qua ci chiamano radical chic, lì li chiamano elite. Ci sono delle analogie abbastanza inquietanti in questo momento tra i nostri due Paesi: non c’è un punto di riferimento all’opposizione ben preciso e chi cerca di parlare – non tanto di schierarsi quanto di parlare – in maniera critica dell’attività del governo viene bollato come parte di un’elite”.

“Tutti hanno diritto ad esprimere un’opinione, soprattutto i personaggi che in un modo o nell’altro ci mettono la faccia. Penso che in questo periodo storico in particolare gli artisti e i musicisti abbiano il dovere di prendere posizione, abbiano il dovere di raccontare le cose. È una nostra funzione, dobbiamo essere piccoli megafoni, portare in giro il nostro punto di vista. È un diritto e un dovere, e se ci lasciamo condizionare da questo tipo di atteggiamenti abbiamo anche la responsabilità nell’esserci autocensurati”.

“Che i musicisti debbano pensare solo a suonare è una posizione idiota, così come è idiota dire che con la cultura non si mangia ed è un bene di lusso – le sue parole -. Questo Paese con la cultura ci mangia eccome, rappresenta l’unico futuro possibile. Solo degli ignoranti e degli incapaci possono dire che la cultura non serve in questo momento”.

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