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“Gambe aperte” e “bus per negri”: così la Lega ha fatto dell’odio il suo marchio di fabbrica

Ciò che fa schifo, ma proprio da vomitare, è che il gesto del consigliere leghista che consiglia a Emma Marrone di guadagnarsi da vivere aprendo le cosce è un vero e proprio modus operandi. Gli esempi sono tanti. Il commento di Giulio Cavalli

Immagine di copertina
Il segretario della Lega e ministro dell'Interno Matteo Salvini saluta i militanti al termine del raduno della Lega a Pontida. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

La questione non sono le cosce di Emma Marrone. Ciò che fa schifo, ma proprio da vomitare, è che il gesto del consigliere leghista (non gli darò nemmeno la soddisfazione di vedere comparire il suo nome) che le consiglia di guadagnarsi da vivere aprendo le cosce e facendosi pagare è un vero e proprio modus operandi, che si potrebbe definire storico e che trova in Salvini l’indiscusso fuoriclasse, ma è anche un vero e proprio marchio di partito.

Da Bossi con il dito medio alzato fino a Bossi che con la bandiera italiana ci si puliva il culo (è stato condannato, a proposito, per questa frase, lo sapevate?), fino a chi porta sul palco una bambola gonfiabile che dovrebbe rappresentare Laura Boldrini per riuscire a darle della puttana senza nemmeno prendersi la briga di pronunciarlo, c’è poi l’”orango” di Calderoli alla Kyenge (è stato condannato, lo ricordate?), c’era il famoso detto milanese te ciàpett el camel per indicare ai negri di tornare a casa proprio di Prosperini (che poi è stato arrestato perché facilitava la vendita d’armi proprio agli stranieri, ve lo ricordate?), fino all’europarlamentare Ciocca, che prima ha fatto visita a un indagato straniero ferito chiedendogli di pagare i soldi delle sue cure (il tutto ovviamente urlato e firmato) e poi, sempre lui con quella scarpa sbattuta sugli accordi del Parlamento Europeo in favore di telecamera.

C’è poi il leghista (di questi ce ne sono decine) che si inventano strane storie (molte puramente inventate) su presepi, crocifissi e altre amenità, pur di ottenere un ritaglio sulla cronaca locale.

Ci sono due aspetti fondamentali: per il leghista medio la donna è un oggetto, anzi meglio un buco, disponibile a rassettare la casa e cucinare quando serve. Se ci pensate, mai nessun governo (nemmeno quello di Berlusconi che sappiamo bene come trattasse le donne dagli atti processuali) ha mai puntato così deciso sul ritorno del patriarcato dal punto di vista legislativo oltre che culturale (ed è per quello che Laura Boldrini è stata individuata come naturale nemico).

Il secondo punto è quello invece più “storico”: la Lega, in mancanza di una classe dirigente decente (dal punto di vista culturale, se non addirittura di istruzione di base), ha deciso da tempo di puntare sul fango e sull’acrimonia come arma politica, così basta semplicemente spiccare tra la marmaglia e ambire a diventare rappresentanti con gesti che siano abbastanza volgari da meritare le prime pagine, possibilmente con un personaggio famoso che aiuti a rilanciare la notizia.

Così, potete starne certi, nonostante sia stato espulso, il leghista contro Emma Marrone si è garantito un bel bacino di voti che saprà serenamente come usare e che la Lega non regalerà in giro.

Del resto, voi ci avreste mai creduto che un consigliere comunale di Milano che proponeva la carrozza della metropolitana per i negri poi diventasse ministro all’Interno? Non sono le vittime, l’unico schifo. Sono le fauci di certi leghisti, sempre aperte per spandere merda per un pugno di voti.