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Elezioni regionali Abruzzo 2019: vince il centrodestra, Marco Marsilio è il nuovo presidente

Immagine di copertina
Marco Marsilio, nuovo presidente della Regione Abruzzo ANSA/CLAUDIO LATTANZIO

In Abruzzo vince il centrodestra: Marco Marsilio, con oltre il 49 per cento delle preferenze, è il nuovo presidente della Regione. Un trionfo soprattutto per la Lega che ha superato quota 28 per cento ed è ormai nettamente, per non dire definitivamente, il primo partito di centrodestra.

Distaccati, infatti, nelle preferenze Forza Italia (8-9 per cento) e Fratelli d’Italia (7 per cento).

Ma la notizia “nazionale” è il crollo del Movimento 5 stelle, che ha conquistato appena il 18,6 per cento dei voti. Buona, invece, la prestazione elettorale del centrosinistra “unito”: il candidato Giovanni Legnini ha infatti ottenuto il 31,5 per cento delle preferenze.

Elezioni regionali Abruzzo 2019 | Risultati | Exit poll | La cronaca

I seggi sono aperti dalle 7 alle 23 di domenica e i primi exit poll erano attesi in tarda serata.  Qui i dati sull’affluenza.

Le prime proiezioni trasmesse da La7 su una copertura del 7 per cento dei voti hanno visto fin da subito in testa Marsilio del centrodestra al 48,9 per cento, Marcozzi (M5S) a 21,2 e Legnini del centrosinistra al 28 per cento. Questi i dati della SWG alla mezzanotte dell’11 febbraio.

Anche gli instant poll (meno precisi dei veri e propri exit poll) diffusi da Rai3 subito dopo la chiusura delle urne davano in vantaggio Marco Marsilio (qui il suo profilo) per il centrodestra.

Secondo gli instant poll Marsilio avrebbe conquistato il 43 per cento, mentre il candidato del centrosinistra Legnini avrebbe ottenuto il 32 per cento dei voti, seguito dalla candidata dei 5 Stelle Marcozzi al 24 per cento.

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L’Abruzzo non è l’unica regione chiamata alle urne nel 2019. Sono infatti altre 5 le regioni italiane in cui si vota quest’anno: Sardegna, Basilicata, Emilia Romagna, Piemonte e Calabria.

> QUI TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SULLE ELEZIONI REGIONALI ABRUZZO 2019

Elezioni regionali Abruzzo 2019 | I candidati e le liste

candidati alla carica di presidente della Regione erano 4. Marco Marsilio (qui il suo profilo)  era il candidato sostenuto dalle liste di Fratelli d’Italia, Lega Salvini Abruzzo, Forza Italia, Azione Politica, Unione di Centro-DC-IDeA.

Per il centro sinistra c’era Giovanni Legnini, sostenuto da Partito Democratico, Abruzzo in comune, Centristi per l’Europa-Solidali e Popolari per Legnini, Progressisti con Legnini-Sinistra Abruzzo-LeU, Avanti Abruzzo – Italia dei Valori, Abruzzo Insieme – Abruzzo Futuro, Legnini Presidente, +Abruzzo – Centro Democratico (qui il suo profilo).

Sara Marcozzi era invece la candidata alle elezioni regionali abruzzo 2019 sostenuta da Movimento 5 Stelle e infine Stefano Flajani, candidato di CasaPound Italia (qui il suo profilo).

Stefano Flajani era invece il candidato di CasaPound Italia (qui il suo profilo).

> QUI TUTTE LE INFORMAZIONI SU CANDIDATI E LISTE

Elezioni regionali Abruzzo 2019 | Il sistema elettorale

Le elezioni regionali sono regolate, come le altre Regioni a statuto ordinario, dalla legge Tatarella. Il sistema elettorale abruzzese prevede la doppia preferenza di genere. Il presidente della Regione e i consiglieri, che sono 30 in tutto, sono eletti a suffragio universale.

Viene eletto alla carica di governatore dell’Abruzzo il candidato che ottiene la maggioranza dei voti validi. Il candidato presidente è collegato a una lista o a una coalizione che lo sostiene, e che è in corsa per il Consiglio regionale. Alla lista collegata al presidente vincente viene attribuita una maggioranza di seggi in consiglio tra il 60 e il 65 per cento.

Il territorio abruzzese è diviso in 4 circoscrizioni, che corrispondono alle 4 province: L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo. Ogni circoscrizione elegge 7 consiglieri, tranne Chieti che ne elegge 8. In Consiglio regionale entrano di diritto il candidato presidente eletto e il secondo candidato più votato.

I consiglieri si eleggono tramite sistema elettorale proporzionale, con soglia di sbarramento al 4 per cento per le liste che corrono da sole e soglia al 2 per cento per quelle inserite in una coalizione.