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Il piano della Lega per salvare le piccole librerie da Amazon

Le piccole librerie indipendenti sono quelle che soffrono di più per la concorrenza delle vendite sui siti di e-commerce

Immagine di copertina
Credit: FRANCOIS GUILLOT/AFP/Getty Images

La Lega e il Movimento 5 Stelle stanno mettendo a punto una norma per salvare le piccole librerie indipendenti dalla grande minaccia dei siti di e-commerce come Amazon, che offrono libri a prezzi più competitivi e con sconti maggiori.

Il piano si inserisce nel progetto più ampio del governo giallo verde per combattere la contraffazione e proteggere il Made in Italy.

Per tutelare le librerie, il governo sta pensando a un disegno di legge che si ispira alla Francia. Il modello d’oltralpe è stato preso come esempio, proprio per i suoi risultati positivi.

In Francia, infatti, le librerie stanno crescendo, mentre in Italia negli ultimi anni si è registrato un calo. Nel 2016 il numero delle librerie italiane è sceso del 7 per cento.

Per salvare le librerie indipendenti dal fallimento l’idea della Lega è quella di limitare lo sconto dei libri su Amazon e sugli altri store online al 5 per cento.

La proposta

“Ho presentato un progetto di modifica della Legge 128 del 2011, finalizzato a cercare di ridurre gli eccessivi sconti praticati sui libri dalle grandi catene e dalle multinazionali dell’e-store che stanno decimando le piccole librerie e le cartolibrerie che rappresentano autentici presidi culturali sul territorio. Queste e gli editori indipendenti rappresentano una fondamentale opportunità per un’offerta culturale plurima e per questo vanno messe in campo azioni per salvarla dalla spietata concorrenza dei grandi colossi dell’e-commerce”. È la proposta del deputato Daniele Belotti, capogruppo della Lega in Commissione cultura istruzione della Camera.

“La Comunità Europea, attraverso alcuni atti formali del Parlamento e del Consiglio d’Europa – prosegue il deputato leghista -, fin dal 2001 aveva sollecitato i Paesi membri ad adottare leggi sul prezzo fisso, oppure a promuovere accordi di filiera che andassero in questo senso. Il problema è che le librerie indipendenti gli sconti non se li possono permettere, mentre a una libreria indipendente resta il 30% del prezzo di copertina, applicando uno sconto del 15% vuol dire che si dimezza il guadagno per l’esercente”.

“La Legge 128/2001, detta anche Legge Levi dal nome del presidente dell’Associazione Italiana Editori che l’aveva fortemente sostenuta, nacque, appunto, con lo scopo di introdurre regole che garantissero ‘la differenza e il pluralismo nella produzione editoriale’; a tal fine la legge introdusse un tetto massimo del 15% di sconto sul prezzo di copertina, ma alla prova dei fatti tale norma viene molte volte aggirata attraverso diversi escamotage. Quindi, affinché si rispettino queste finalità, è necessario modificarla riducendo al 5% il tetto massimo per gli sconti, con la conseguente riduzione dei prezzi di copertina oggi “gonfiati” per poter ammortizzare ribassi più sostanziosi. Va precisato, inoltre, che lo sconto del 15% come tetto massimo è il più alto d’Europa”.

Al momento le piccole librerie possono ottenere utili soltanto per il 30 per cento sulla vendita dei testi, i grandi siti online di e-commerce come Amazon, invece, possono arrivare anche al 90 per cento.

I grandi store online che vendono libri sono quindi più liberi nell’applicare sconti maggiori che risultano molto più convenienti per l”acquirente.

Francia, la legge Lang per la tutela delle librerie indipendenti

La norma statale che ha protetto il sistema delle piccole librerie è comunemente detta legge Lang. Voluta nel 1981 dall’allora ministro della cultura francese, questa legge ha portato il tetto massimo di sconto al 5 per cento.

A quei tempi non esisteva la minaccia degli store di libri online ed era infatti stata pensata per favorire le librerie rispetto alle grandi catene di distribuzione.

Nel 2013 i francesi hanno esteso il tetto massimo di sconto dei libri di questa stessa legge anche al web.

Italia, la legge Levi

In Italia esiste dal 2011 una legge simile che si chiama legge Levi. Questa norma introdotta per tutelare i piccoli librai contro lo strapotere di Amazon e simili limita lo sconto sui libri al 15 per cento.

Il governo giallo verde vorrebbe, come succede in Francia, fissare il tetto massimo di sconto del 5 per cento. Si tratta soltanto di un’idea, ma potrebbe avere un ampio consenso.