Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Me

Stiamo riprogettando interamente l'organizzazione dei contenuti del nostro sito per offrirti un servizio migliore. Scopri di più

Il clan più potente ignorato per anni, così i Casamonica hanno conquistato Roma

“Negli ultimi vent’anni oltre milleseicento procedimenti a carico della famiglia”

I Casamonica, chi? Quelli dell’aggressione? Quelli della testata?

Ma quella mica è mafia, hai mai visto un mafioso dare un cazzotto o una “craniata”?

Quelli non sono mafiosi, non sono romani, non sono manco italiani. Non sono. Ecco, semplicemente non sono.

Nel sonno della ragione, Roma ha giocato la parte della protagonista: ignorando per anni la nascita, crescita e imposizione delle grandi famiglie criminali nel suo territorio.

E così una signora della droga ha potuto sentenziare di recente: “A Roma è un’altra cosa. A Roma pure con dieci accuse ti danno cinque mesi di carcere, sei mesi, al massimo sette mesi. A Napoli, invece, per le stesse cose ti danno dieci anni. Ce ne dobbiamo venire tutti a Roma. Altrimenti è finita”.

A Roma, invece, non finisce mai, nella città senza porti dove però arrivano tutti. A svernare, a nascondersi, a trafficare, a imporsi, a guadagnare.

I fatti dicono che in quasi metà secolo, mentre i Casamonica diventavano giganti, tutto attorno era un pullulare di sottovalutazione. Così le parole, sbagliate, che hanno riguardato i Casamonica sono quelle che gli stessi membri di questa famiglia adoperano per definirsi: “nomadi”, “zingari”, “zingaracci”.

C’è una singolare e anomala aderenza tra la vulgata popolare e la stratificazione del fenomeno anche in termini giudiziari e investigativi. Ridurli a fenomeno da baraccone, da circo, a violenti senza arte né parte, a loschi figuri, vandali confinati nel loro ghetto di una borgata romana, diventata presto quartiere, è stata un’operazione perfettamente riuscita, ma che li ha resi il più potente clan del Lazio. Basti guardare i dati che abbiamo ricostruito per difetto.

Negli ultimi vent’anni sono stati iscritti oltre milleseicento procedimenti nei confronti dei componenti del nucleo familiare Casamonica, nel quale risultano integrati anche i Di Silvio e gli Spada.

Un ultimo dossier degli inquirenti, relativo al periodo tra il 2010 e il 2016, indica 408 procedimenti aperti a carico della famiglia, per reati che vanno dall’estorsione all’associazione a delinquere, dalla truffa alla rapina. I reati per i quali Casamonica, Spada e Di Silvio finiscono impigliati nelle magli della giustizia sono quelli per droga, che superano, dal 2010 al 2016, i cento procedimenti. Reati che raccontano il controllo e il potere.

Di Nello Trocchia, estratto dal libro “Casamonica. Viaggio nel mondo parallelo del clan che ha conquistato Roma“, edito da UTET.