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James Wakibia: chi è l’uomo che con la sua guerra alla plastica sta influenzando il mondo

Sono tangibili i risultati politici del suo attivismo. Ecco la storia del ragazzo africano

Immagine di copertina

James Wakibia lotta alla plastica – L’inquinamento da plastica è un problema di cui oggi si parla molto più di prima. E se i suoi danni sono sotto gli occhi di tutti è anche grazie all’attivismo degli individui. Uno di questi è James Wakibia.

Si tratta di un ragazzo del Kenya che dal 2011 ha iniziato una determinata campagna contro l’uso singolo della plastica, ossia l’utilizzo per produrre i più comuni oggetti.

Wakibia continuava a vedere contenitori, bottiglie e detriti nelle strade, sulle rive dei laghi, li osservava sparsi nelle discariche della città di Nakuru. Così ha detto basta, cominciando a scrivere molti articoli e inviando frequentemente lettere agli editori dei giornali.

> QUANTA PLASTICA C’È NEL PESCE CHE MANGIAMO?

“Ne ero letteralmente ossessionato”, ha dichiarato lui, e i social gli hanno permesso di potenziare la battaglia. Wakibia ha infatti riempito il suo profilo di foto riguardanti i più grandi accumuli di plastica all’interno del Kenya, sensibilizzando su un problema gravissimo.

La sua azione ha dato il là alla nascita di una largo movimento di protesta, che non è stata ignorato dai politici kenioti.

James Wakibia lotta alla plastica | I risultati

Il lieto fine arriva nel 2017, quando il governo della nazione africana decide di vietare l’uso singolo della plastica per i contenitori, diventando il paese pioniere della lotta all’inquinamento causato da questo derivato del petrolio e ispirando l’azione di altri rappresentanti esteri.

Il grido contro l’uso singolo della plastica ha ormai coinvolto tutto il mondo, ad oggi sono più di 16 i paesi che ne hanno imposto il divieto, mentre centinaia di aziende hanno accettato la riduzione del materiale nei loro prodotti e molte alternative sostenibili sono ora in auge.

Dal 1960 più di 8 miliardi di tonnellate di plastica sono state prodotte nel mondo, e il loro peso è assimilabile a quello di un miliardo di elefanti. Il 75% della mole non è stata mai riciclata, secondo quanto riporta una studio di Science Advances.

Se la tendenza rimarrà questa, nel 2050 esisteranno 12 miliardi di rifiuti di plastica, ovvero 1,6 tonnellate per ogni umano nel pianeta.

Numeri allarmanti che rischiano di avverarsi, ma sapere che la forza dei singoli può generare risultati tangenti fa ben sperare… e scalda il cuore.