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Ecotassa auto 2019, prevista solo per le auto di lusso e i Suv: come funzionerà

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Dopo l’approvazione della legge di bilancio 2019, l’ecotassa, che aveva spaccato la maggioranza, è ormai definitiva.

L’ecotassa, insieme all’ecobonus, saranno operativi sugli acquisti e sulle immatricolazioni che avverranno a partire dal 1 marzo 2019.

Entro 60 giorni dall’approvazione della legge di bilancio 2019, avvenuta il 30 dicembre, dovrà essere emanato un decreto ministeriale per disciplinare l’applicazione delle misure.

La Lega si era detta categoricamente contraria a una tassa per le auto inquinanti. “Non c’è nel contratto di governo. Posso dirlo sia a nome mio e del Movimento 5 Stelle che non ci sarà nessuna nuova tassa sulle auto”, aveva detto Salvini nei giorni scorsi.

I Cinque stelle erano invece a favore di un sistema che premiasse le auto a basse emissioni – attualmente molto costose – e disincentivasse l’acquisto di quelle inquinanti.

Il governo ha raggiunto un compromesso secondo il quale l’ecotassa resta, ma interesserà soltanto le auto di lusso e i suv. Le vetture di piccola cilindrata come la Fiat Panda, che inizialmente erano comprese, sono state escluse.

Nella manovra finanziaria 2019 trovano spazio anche i bonus per chi acquista automobili con basse emissioni. Gli incentivi arrivano fino a 6mila euro per le auto con emissioni prossime allo zero come le auto ibride o elettriche.

Il sistema bonus-malus ambientale prevede inoltre un aumento delle colonnine per ricaricare le auto elettriche.

Ecotassa auto 2019 | Le proteste

L’ecotassa aveva scatenato la protesta delle case produttrici di auto e dei concessionari.

“La nuova tassa ricorda il superbollo, non ha effetti sulla riduzione dell’inquinamento, crea un ammanco nel bilancio dello Stato e impatterà sull’occupazione del Paese”, hanno affermato Anfia, Federauto e Unrae.

Le associazioni di categoria chiedono al governo di rinviare al 2020 la misura, che grava sugli automobilisti e che potrà avere un impatto negativo sulle vendite delle auto e di conseguenza sulle entrate dello Stato.

Ecotassa auto 2019 | Quali automobili riguarderà

Il nuovo accordo di governo ha ristretto la platea delle auto inquinanti tassate a “suv” e “auto di lusso”. Tuttavia non è ancora chiaro quali siano le auto di lusso che saranno soggette alla tassa e quali siano i requisiti per entrare nella categoria.

Non sarà quindi introdotta l’ecotassa sulla normali utilitarie, ma solo su auto molto costose e con emissioni con 20 punti in più rispetto alla norma originaria.

La norma originaria prevedeva che sopra i 110 grammi di CO2 per chilometro si dovesse pagare una cifra fissa che partiva da 150 euro per le vetture fino a 120 g/km e che saliva progressivamente fino ad un massimo di 3.000 euro per le auto che emettono oltre 250 g/km.

L’ecotassa ora funzionerà così: dal primo marzo 2019 alla fine del 2021 la tassa ammonterà a 1.100 euro per emissioni tra 161 e 175 g/km, 1.600 euro fino a 200, 2mila euro fino a 250 e 2.500 sopra i 250 g/km.

Bonus per le auto a bassa emissione

Il bonus è suddiviso in tre fasce: sconto di 1.500 euro a chi comprerà auto che emettono tra 70 e 90 grammi di CO2 al chilometro, bonus di 3.000 euro per le vetture con emissioni tra 20 e 70 grammi al chilometro come l’Audi A3 Etron, la Mitsubishi Outlander Phev o la Toyota Yaris 1.5 hybrid. E ancora, incentivo massimo – che dovrebbe ammontare a 6mila euro – per i modelli con emissioni tra 0 e 20 grammi al chilometro: in questa fascia rientrano, ad esempio, la Citroen C0, la Renault Nose o la Volkswagen egolf.

Ecobonus | Fino a 3 mila euro per gli scooter

Previsto anche un contributo fino a 3mila euro per l’acquisto di un motorino elettrico o ibrido. Il contributo, fino al 30 per cento, è previsto per chi rottami una moto di cilindrata inferiore o superiore ai 50 cc per comprare un veicolo non inquinante della stessa categoria.

Lo prevede un emendamento dei relatori alla manovra. La copertura prevista è di 10 milioni di euro per il 2019 per gli acquisti effettuati in Italia: “Le imprese costruttrici o importatrici rimborsano al venditore il contributo e recuperano l’importo come credito d’imposta”.