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La storia di Babbo Natale, tutte le curiosità sulla figura più amata dai bambini

Da San Nicola di Myra, vescovo turco del IV secolo a.C suo "antenato", fino al villaggio in Lapponia. Quello che non tutti sanno su Santa Claus

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Tutti sanno che vive in un bellissimo villaggio, circondato dai suoi amici elfi, nella lontana e freddissima Lapponia. Babbo Natale è il preferito in assoluto dai bambini: passa tutto l’anno a costruire i giocattoli che puntualmente, nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, distribuisce in tutto il mondo grazie alla sua slitta volante e alle sue magiche renne.

Lo riconosciamo grazie alla sua tradizionale “divisa” rossa o alla lunga barba bianca. Ma oltre a questo, siamo sicuri di conoscere la vera storia di Babbo Natale?

Babbo Natale, le origini della leggenda

È il simbolo occidentale per eccellenza. Eppure le origini di Babbo Natale vanno ricondotte a un vescovo turco, vissuto nel IV secolo avanti Cristo. Il vescovo di Myra, città turca nota oggi come Demre, è stato un fiero difensore della cristianità in epoca di persecuzioni. È divenuto poi San Nicola ed è considerato il protettore dei bambini.

La figura di San Nicola è circondata da una serie di leggende che lo hanno reso molto popolare nella comunità cristiana. Si narra infatti che regalò alcuni sacchi pieni d’oro a tre fanciulle povere, perché si sposassero e sfuggissero al destino fatto di prostituzione che il padre aveva disegnato per loro.

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Esiste anche un’altra storia, un po’ più cruda. Sembra infatti che il proprietario di una taverna, avendo finito la scorta di carne in dispensa, avesse ucciso tre giovani ragazzi che gli avevano chiesto ospitalità. Ai clienti del locale, dunque, quella sera venne servita carne umana. Venuto a sapere dello spietato crimine, il santo di Myra allora decise di resuscitare le tre vittime.

San Nicola nel resto d’Europa

Nei secoli successivi alla sua morte San Nicola diventa anche protettore dei marinai bizantini, che in quell’epoca sono coinvolti in una serie di scontri navali con gli Ottomani.

La scelta di San Nicola, come protettore, avviene perché il santuario di Myra sorge proprio poco distante dal punto in cui si combattono le battaglie decisive.

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Il culto di San Nicola, protettore dei bambini e dei marinai, si diffonde così in tutta Europa. In Italia, ad esempio, San Nicola è il protettore di Bari, ma è molto sentito anche a Venezia. Nelle due città, infatti, si trovano le reliquie del santo di Myra, prelevate dalla città quando questa cadde in mano musulmana.

Come è diventato Babbo Natale 

Per molti anni, la festa di San Nicola cade il 6 dicembre (giorno della sua morte). Nella notte tra il 5 e il 6, dunque, tutti i bambini, soprattutto nel Nord Europa, appendono le loro calze davanti al caminetto in attesa dei dolcetti portati dal Santo.

Nel Cinquecento, però, la riforma protestante porta all’abolizione, in alcuni Paesi europei, del culto dei santi. Serve dunque una figura nuova a cui affidare il compito di portare i regali ai bambini. E la scelta, almeno inizialmente, ricade su Gesù Bambino. Ecco perché l’attesa dei regali si sposta dal 6 al 25 dicembre.

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Con il tempo però si manifesta una nuova esigenza: trovare una figura che non sia a tutti i costi buona, ma che quando necessario porti anche il carbone ai bimbi cattivi.

I singoli Paesi iniziano a scegliere figure diverse. Emblematiche quelle scelte in Germania: alcuni folletti, definiti “aiutanti di San Nicola”. Ma non portano solo regali: se i bambini si comportano male, possono anche ricevere punizioni come alcune frustate.

Ma è in America che nasce l’immaginario collettivo del Natale. Come? Quando i coloni europei si recano nel Nuovo Mondo, portano con sé anche le leggende di San Nicola.

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Se nei primi periodi la festa di San Nicola viene dedicata soprattutto al consumo di alcool, con il tempo questa diventa una ricorrenza familiare. Grazie soprattutto alle opere dei primi scrittori americani si forma infatti la figura di Santa Claus: un mix tra San Nicola e le figure pagane nate ad esempio un Germania, senza quindi alcun connotato religioso.

Babbo Natale diventa dunque un uomo vestito con pellicce tipiche, con un carro volante trainato da una renna, che porta doni ai bambini ma infligge anche punizioni a quelli cattivi.

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Babbo Natale e le sue renne

Ben presto il carro di Babbo Natale vede aumentare le renne al suo servizio. In una celebre poesia di Clement Clark Moore, A visit from St. Nicholas, il carro diventa una slitta sospinta da otto renne.

Negli anni successivi la rappresentazione di Santa Claus continua a cambiare colori e caratteristiche, fino all’illustrazione del disegnatore Thomas Nast, che fissa per sempre la figura di Babbo Natale: un anziano signore, un po’ sovrappeso, vestito di rosso, con pelliccia e barba bianca.

È il momento giusto per una migrazione al contrario: la figura di Santa Claus torna in Europa, dove tutto era cominciato. Solo adesso ha però il vestito rosso, la barba bianca e le renne. Il nome di Babbo Natale inizia a cambiare, a seconda del Paese (qui la mappa dei nomi).

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E da allora, per i bambini di tutto il mondo, niente è stato più come prima. Babbo Natale, nato nel Mediterraneo, evolutosi in Nord Europa e divenuto Santa Claus in America, ha cambiato la loro concezione delle festività invernali.

Il villaggio di Babbo Natale

Bambini, quando qualche malintenzionato vi vorrà far credere che Babbo Natale non esiste, voi rispondetegli con un dato di fatto: la prova della sua esistenza risiede nel suo villaggio.

A Rovaniemi, in Lapponia, nell’estremo Nord, c’è il Santa Claus Village, altrimenti noto come Santa Park. Un insieme di casette tipiche, a 8 chilometri dal centro, meta ogni anno di migliaia di visite.

Se esiste il suo villaggio, potrebbe mai non esistere Babbo Natale?!

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