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Roma, giovane prova a rubare un portafogli in metro ma viene picchiata davanti alla figlia di tre anni

La vicenda è stata raccontata da una giornalista che ha assistito alla scena

Immagine di copertina

Gli episodi di razzismo, nella Capitale, sono sempre più frequenti. L’ultimo si è verificato nella metropolitana di Roma, i primi di dicembre 2018, alla stazione San Giovanni della linea A. Protagonista è una giovane donna di etnia rom – che era in compagnia di una bimba di circa tre anni – che ha provato a rubare il portafogli a un passeggero. Il furto è stato sventato, ma le modalità hanno fatto discutere.

Cos’è successo

La vicenda è stata raccontata da Giorgia Rombolà, giornalista di Rai News24, sul suo profilo Facebook. Rombolà ha infatti scritto: “[Una volta evitato il furto] ne nasce un parapiglia, la bambina cade a terra e sbatte sul vagone. Ci sono già i vigilantes a immobilizzare la giovane (e non in modo tenero), ma a quest’uomo alto mezzo metro più di lei, robusto (la vittima del tentato furto?) non basta”.

“Vuole punirla. La picchia violentemente, anche in testa. Cerca di strapparla ai vigilantes tirandola per i capelli. Ha la meglio. La strattona fino a sbatterla contro il muro, due, tre, quattro volte. La bimba piange e lui la scaraventa a terra”.

A quel punto la giornalista ha sentito il bisogno di intervenire: prima ha urlato, poi ha cercato di fermare la violenza sulla ragazzina. I vigilantes, quindi, hanno portato via la giovane e la giornalista si è trovata circondata nella metro. “Un tizio, che mi insulta dandomi anche della p*****a, dice che l’uomo ha fatto bene, che così quella st****a impara. Due donne (tra cui una straniera) dicono che così bisogna fare, che evidentemente a me non hanno mai rubato nulla”.

La Rombolà, dunque, ha spiegato che lei non è “per l’impunità, ma per il rispetto, soprattutto davanti a una bambina”. E i passeggeri hanno ribattutto: “Tanto rubano anche loro, anzi ai piccoli bisogna menargli e ai grandi bruciarli”.

Da qui gli insulti a raffica sulla giornalista e nessun appoggio. La donna ha scritto: “C’è un tizio che continua a insultarmi. Dice che è fiero di essere volgare. E dice che forse ci rivedremo, chissà, magari scendiamo alla stessa fermata”.

Rombolà, infine, ha raccontato l’amarezza e la paura che l’episodio ha scatenato in lei: “Perché finora questa ferocia l’avevo letta, questa Italia l’avevo raccontata. E questo, invece, è successo a me”.