Me

Brexit, la questione dell’Irlanda del Nord rischia di legare il Regno Unito all’Ue per sempre

Immagine di copertina

Il governo May ha reso pubblico il documento del procuratore generale Cox sull’accordo Brexit. Secondo il parere di Cox, c’è il rischio che il “backstop” che evita il ritorno della frontiera fisica tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord, possa durare “indefinitamente”.

Il 4 dicembre i deputati di Londra avevano approvato, con 311 voti favorevoli e 293 contrari, una mozione con cui accusavano l’esecutivo di aver commesso “oltraggio al Parlamento” pubblicando solo un estratto di 43 pagine di quel parere, mentre il documento originale è costituito da centinaia di pagine. Contro il governo si è schierato anche il piccolo partito nordirlandese Dup, indispensabile per la maggioranza di governo. Si tratta di una notizia inquietante in vista del voto dell’11 dicembre sull’accordo Brexit previsto alla Camera dei comuni.

Il backstop di cui parla il procuratore generale Cox è una clausola di salvaguardia introdotta per evitare il ritorno a un confine fisico tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord e prevede il mantenimento dell’unione doganale tra Regno Unito e Unione europea.

Si tratta di una clausola che impedisce che ci siano controlli sui beni che attraversano il confine tra nord e sud, per mantenere la pace nella regione.

Nel caso in cui Londra volesse superare il backstop, potrebbe andare incontro a “protratti e ripetuti negoziati” con la Ue, che potenzialmente potrebbero non vedere mai la fine.

Lo scenario più plausibile è che l’Irlanda del nord, pur facendo parte del Regno Unito, rimanga all’interno dell’Unione doganale, e dover trattare Londra come un “paese terzo”. Scenario che incontra la totale disapprovazione del partito unionista nordirlandese, il Dup, che sostiene il governo May.

Il viceleader del partito Nigel Dodds ha definito il parere di Cox “devastante” e ha preannunciato il voto contrario del Dup il prossimo 11 dicembre, quando i Comuni saranno chiamati a ratificare la proposta di accordo della premier.

I detrattori di May, anche tra i Tory, sostengono che l’accordo in questione mette a repentaglio l’integrità del Regno Unito, dal momento che una sua parte rimarrebbe di fatto all’interno dell’Unione europea.

Ian Blackfor, dello Snp, ha chiesto alla premier di “prendersi le sue responsabilità per aver nascosto i fatti circa il suo accordo per la Brexit”. May si è difesa spiegando di non aver mai negato lo scenario tratteggiato da Cox e definendo ancora una volta il piano come “un’assicurazione” che ne’ Londra, ne’ Bruxelles hanno intenzione di far scattare.

Secondo quanto dice Theresa May, si tratta solo di uno “scenario di emergenza”. Ciò significa che dopo il periodo di transizione con termine il 31 dicembre 2020, se non ci fosse un accordo sul confine irlandese tra Londra e Ue, allora si attiverebbe automaticamente il backstop, fino a quando non verrà trovata una soluzione stabile.

Il Regno Unito potrebbe dunque rimanere legato all’Europa per diversi anni.

May ha fatto di tutto per non rendere pubblico il parere di Cox, andando incontro all’ira delle opposizioni, che l’hanno costretta a rendere pubblico il documento.

I parlamentari pro-Brexit avevano accusato il governo di voler insabbiare il parere legale di Cox.