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Oumuamua, di cosa parliamo?

Le foto e le ipotesi sull'oggetto celeste a forma di sigaro

Immagine di copertina
(M. KORNMESSER / ESA/Hubble / AFP)

Oumuamua, asteroide o ufo? | Le foto, le ipotesi e le ultime news

Il nome, già di per sé, incorusisce. A metà tra un’onomatopea e una parola di una lingua sconosciuta ai più, l’Oumuamua ha attirato l’attenzione di mezzo mondo.

Parliamo di un oggetto celeste a forma di sigaro che ha lasciato il Sistema Solare e non è più visibile dai nostri telescopi.

E sulla cui natura si stanno interrogando in molti.

Oumuamua

L’asteroide

Oumuamua, la storia e le news

A scriverne è Focus:

“La scoperta di Oumuamua (1I/2017 U1) fu annunciata nell’ottobre 2017 dai responsabili del telescopio Pan-STARRS-1 alle Hawaii, che lo avvistarono 40 giorni dopo il suo passaggio più ravvicinato al Sole, quando si trovava a 0,25 unità astronomiche (un quarto della distanza Terra-Sole) dalla nostra stella. Nei mesi successivi, mentre l’oggetto allungato si dirigeva verso il limitare del Sistema Solare roteando vorticosamente, furono avanzate due principali ipotesi sulla sua natura (asteroide o cometa), basate sui comportamenti osservati”.

Aggiunge La Stampa:

“Si tratta sicuramente di un oggetto proveniente da lontano, cioè dal di fuori dei confini del nostro sistema solare, ed è il primo asteroide di tipo interstellare ufficialmente registrato. La sua forma di sigaro molto allungato porta a scatenare le fantasie ‘aliene’. Ma è un asteroide assai simile, nella sua composizione, a quelli che a migliaia (tra quelli catalogati) vagano nel nostro sistema solare, soprattutto tra le orbite di Marte e Giove”.

Oumuamua, cosa dice Harvard

Secondo due astronomi di Harvard l’oggetto si caratterizza per una “accelerazione eccessiva” e per questo potrebbe essere artificiale – una sorta di sonda a propulsione, inviata da extraterrestri per studiare la Terra.

Ipotesi che ha scatenato parecchie critiche da parte del mondo scientifico.

“Alcuni arrivano addirittura a parlare di una manovra di avvicinamento alla Terra che sarebbe stata compiuta da Oumuamua, ma credo che questo studio sia da interpretare come un divertimento fantasioso” – spiega Elisabetta Dotto, ricercatrice dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) all’Osservatorio Astronomico di Roma a La Stampa – “Come scienziati abbiamo il compito di esplorare campi non battuti ma solitamente la soluzione più plausibile è anche quella più semplice: nel caso di Oumuamua, i suoi strani comportamenti possono essere spiegati già con l’ipotesi della cometa extrasolare, formata da ghiaccio e rivestita da una crosta scura di materiale organico. Il suo passaggio ci ha dimostrato per la prima volta che simili oggetti extrasolari possono arrivare vicino al Sole, portando materiale organico da un sistema planetario all’altro”.