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“Ho ucciso 100 persone”: è un infermiere il peggior serial killer tedesco del dopoguerra

Niels Högel, 41 anni, ha ucciso durante le sue ore di lavoro in due ospedali della Germania

Immagine di copertina
Niels Högel si copre il volto durante il processo

Un ex infermiere tedesco ha ammesso di aver ucciso 100 pazienti durante il processo a suo carico in corso a Oldenburg, città settentrionale della Germania.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Niels Högel (41 anni) ha somministrato dosi letali di medicinali alle persone che gli sono state affidate durante i suoi periodi di lavoro in due ospedali nel nord del paese.

Il movente? Voleva impressionare i colleghi rianimando gli stessi pazienti da lui attaccati poco prima.

Per Högel non si tratta del primo processo: l’uomo infatti sta già scontando un ergastolo per aver ucciso altre due persone.

Secondo l’accusa, l’uomo ha ucciso 36 pazienti a Oldenburg e 64 nella vicina Delmenhorst tra il 1999 e il 2005. Accuse in parte confermate da Högel che, interpellato dal giudice, ha confessato che “più o meno” tutte sono morte per causa sua.

Un ammissione che fa del 41enne ex infermiere uno dei peggiori serial killer tedeschi del dopoguerra.

Un caso molto delicato per le autorità tedesche che – secondo quanto riporta la BBC – sono state accusate dai parenti di aver chiuso un occhio sull’attività omicida di Högel.

Secondo gli investigatori, l’ex infermiere avrebbe addirittura superato quota 100 omicidi, ma in molti casi non è stato possibile trovare prove concrete dato che le potenziali vittime sono state cremate.

Högel fu arrestato per la prima volta nel 2005 per aver iniettato farmaci non prescritti in un paziente a Delmenhorst. Nel 2008 la condanna a sette anni di carcere per tentato omicidio.

Nel 2014-2015 poi un secondo processo lo ha riconosciuto colpevole di due omicidi e due tentati omicidi con conseguente condanna all’ergastolo.

Sentenza che ha portato l’uomo a dirsi “sinceramente dispiaciuto” per le sue azioni. Tuttavia, durante il processo Högel ha confessato a uno psichiatra di aver ucciso fino a 30 persone.

A quel punto gli investigatori hanno – tardivamente – allargato le indagini, riesumando 130 ex pazienti e cercando prove di farmaci che avrebbero potuto scatenare un arresto cardiaco.

Inoltre dai documenti all’ospedale di Oldenburg sono emersi dei dati inquietanti: durante il periodo in cui Högel lavorava in corsia le morti e le rianimazioni erano più che raddoppiate.