Me

Pacchi bomba a New York, arrestato un 56enne con precedenti. Trump: “Puniremo con la massima severità” | Diretta

Il primo a ricevere un ordigno era stato il miliardario George Soros. Il presidente Trump rassicura: "Il governo sta usando tutte le risorse a sua disposizione per trovare i colpevoli e consegnarli alla giustizia".

Immagine di copertina

Nel sud della Florida le autorità federali hanno arrestato un uomo sospettato di essere legato ai pacchi bomba inviati agli oppositori di Donald Trump. Si tratta di un uomo bianco di 56 anni, Cesar Sayoc Jr, con precedenti (Qui abbiamo pubblicato un suo profilo).

L’arrestato, che gli inquirenti hanno definito “principale e unico sospettato”, è stato preso in custodia in un parcheggio della città di Plantation, vicino Miami. Si trovava in un furgoncino bianco con i vetri oscurati da adesivi.

“Possiamo confermare che una persona è in custodia”, aveva twittato Sarah Isgur Flores, portavoce del dipartimento di Giustizia. Gli agenti federali nelle ore dell’arresto avevano circondato un edificio a Plantation, nella contea di Broward.

Il presidente Donald Trump, intervenendo sull’arresto della persona sospetta, ha detto: “Puniremo il colpevole con la massima severità prevista dalla legge”.

Il 26 ottobre 2018 la polizia statunitense ha trovato in Florida un pacco sospetto indirizzato a Cory Booker, senatore democratico dello stato del New Jersey. Poco dopo, in un ufficio postale è stato intercettato anche un altro pacco che doveva essere recapitato a  all’ex capo della National Intelligence, James Clapper e alla Cnn.

Nella stessa giornata è stata evacuata per la seconda volta la sede dell’emittente di New York, nel palazzo della Times Warner Center, per un nuovo pacco bomba.

L’FBI ha anche perquisito un ufficio postale vicino a Miami, nel tentativo di scoprire chi c’è dietro la serie di pacchi esplosivi inviati negli ultimi giorni a importanti esponenti del mondo politico e culturale statunitense noti per la loro opposizione al presidente Trump.

Secondo gli investigatori, l’ultimo pacco è stato inviato dalla Florida.

I precedenti. A poche settimane dalle elezioni di metà mandato continua quindi a salire la tensione nella città di New York: giovedì 25 ottobre 2018 sono stati ritrovati due pacco sospetti inviati rispettivamente all’ex vicepresidente Joe Biden e al ristorante Tribeca Grill dell’attore Robert De Niro, da sempre critico nei confronti del presidente Donald Trump.

Il giorno prima, mercoledì 24 ottobre, si sono registrati nel giro di pochi minuti tre allarmi bomba per pacchi sospetti destinati rispettivamente all’ex presidente Barack Obama, all’ex first lady Hillary Clinton e alla sede della Cnn.

La polizia ritiene che gli episodi siano collegati tra loro. Per alcuni minuti si era diffusa la voce secondo cui un quarto pacco contenente esplosivo fosse stato inviato anche alla Casa Bianca, ma la notizia è stato smentita poco dopo.

Un pacco sospetto è arrivato, sempre mercoledì 24 ottobre, anche all’ufficio della deputata democratica della Florida Debbie Wasserman Schultz, che aveva ricoperto il ruolo di presidente del comitato nazionale democratico durante le elezioni. Ma, secondo quanto ricostruito, non era lei il reale destinatario ma Eric Holder, ex ministro della Giustizia di Barak Obama.

In tutti i pacchi inviati nelle ultime ventiquattro ore era indicato come mittente il nome di Debbie Wasserman Schultz.

Secondo le prime informazioni, sembrava che il pacco intercettato al Time Warner Center fosse indirizzato all’ex direttore della Cia John Brennan, oggi collaboratore della Cia.

Martedì 23 ottobre un pacco sospetto contenente un ordigno era stato trovato nella cassetta della posta della casa del miliardario George Soros.

La reazione del governo. Durante una conferenza stampa tenuta alla casa Bianca il 24 ottobre, anticipato dalla First Lady Melania Trump, è intervenuto ance il presidente degli Stati Uniti.

“Il governo sta usando tutte le risorse a sua disposizione per trovare i colpevoli e consegnarli alla giustizia. È un atto asecrabile e dobbiamo inviare un unico messaggio: le minacce di qualsiasi tipo non hanno più posto negli Stati Uni”, ha detto il Tycoon.

“Voglio ringraziare tutti quelli che stanno lavorando in questo momento”, ha aggiunto.

Il presidente Trump ha anche rivolto parole dure nei confronti della stampa, chiedendo ai media di “mettere fine al clima di ostilità” e di non continuare ad attaccare la sua amministrazione.

Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha condannato “i tentati attacchi contro l’ex presidente Obama, i Clinton, la Cnn e gli altri”.

In un messaggio su Twitter, Pence ha puntato il dito contro “queste azioni codarde” che sono “vili e non hanno posto in questo Paese”. “Sono grato per la rapida risposta del Secret Service, dell’Fbi e delle forze dell’ordine locali. I responsabili saranno portati davanti alla giustizia”, ha assicurato il vice presidente.

Il primo ordigno. Nel caso di Soros un ordigno era stato trovato dalla polizia all’interno della cassetta postale della sua casa a New York, in località Bredford.

Nel caso di Obama e Clinton, i servizi segreti hanno scoperto la minaccia prima che i pacchi giungessero a destinazione, durante una “procedura di routine di controllo della posta”.

Secondo quanto riferito da funzionari dei servizi di sicurezza, all’interno c’erano dispositivi simili a quelli indirizzati a Soros.

Il pacco per l’ex presidente è stato intercettato a Washington, mentre quello per Hillary Clinton era diretto al suo indirizzo in Westchester County, New York.

In una dichiarazione ufficiale i servizi segreti hanno spiegato che è stata avviata “un’indagine penale a tutto campo che sfrutterà tutte le risorse federali, statali e locali disponibili per determinare la fonte dei pacchi e identificarne i responsabili”.

Dopo la scoperta del pacco bomba indirizzato a Soros, un funzionario dei servizi di sicurezza ha affermato che il movente non è chiaro e aggiunto che non c’è stata nessuna rivendicazione.

L’ordigno contenuto all’interno del pacco diretto al miliardario era costituito da un tubo lungo circa 15 centimetri riempito con polvere esplosiva. L’ordigno è stato fatto detonare preventivamente dagli artificieri intervenuti.

Soros, imprenditore e attivista ungherese naturalizzato statunitense, è presidente della fondazione filantropica Open Society, che si occupa di “promuovere la giustizia, l’istruzione, la sanità pubblica e i media indipendenti”.

Soros è stato più volte bersaglio di forti critiche da parte di partiti di estrema destra europei, che lo hanno additato come responsabile di incentivare i flussi migratori dall’Africa verso l’Europa.

Chi è Cesar Sayoc, l’uomo arrestato per i pacchi bomba negli Stati Uniti

Campagna regione lazio