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Home » Esteri

Etiopia, nasce il primo governo femminista: la metà dei ministri sono donne

Immagine di copertina
La ministra Muferihat Kamil. Credit: Getty Images

Il premier Abiy Ahmed ha affidato a delle donne anche i ministeri chiave come quello di Pace, Commercio e Difesa

Il 16 ottobre 2018 il premier dell’Etiopia ha dato vita al primo governo formato per il 50 per cento da donne.

A dare la notizia, il capo dello staff del primo ministro, Fitsum Arega, che tramite il suo profilo Twitter ha comunicato la lista dei nuovi ministri, il cui numero è inoltre sceso da 28 a 20.

“Le donne compongono il 50 per cento del nuovo governo”, ha spiegato Arega sul proprio profilo ufficiale.

“I posti chiave del governo, compresi i ministeri della Pace, del Commercio e della Difesa, sono stati affidati a delle donne”.

A guidare il ministero della Pace, nato a seguito della riforma proposta dal premier Abiy Ahmed e approvato dal parlamento sempre il 16 ottobre, è l’ex presidente dell’Assemblea, Muferihat Kamil.

Si tratta di un dicastero importante in un paese in cui ci sono ancora forti tensioni tra le diverse etnie e che sta attraversando un periodo di radicali riforme politiche ed economiche.

A capo del ministero della Difesa invece l’ingegner Aisha Mohammed, mentre quello del Commercio è stato affidato a Fetlework Gebre-Egzihaber.

Il premier Ahmed ha anche deciso di affidare a delle donne il ministero dei Trasporti, quello delle Donne e quello delle Entrate.

Il premier Abiy ha dichiarato che “le nostre ministre confuteranno il vecchio detto secondo cui le donne non possono governare”.

La formazione del nuovo governo è arrivata dopo mesi dall’elezione del premier dell’Etiopia, Abiy Ahmed, esponente del partito Oromo del Fronte rivoluzionario democratico dei popoli etiopi (Eprdf).

Abiy Ahmed è stato eletto il 27 marzo 2018 in segno di distensione nei confronti dell’etnia Oromo, la più diffusa nella maggiore regione del paese.

Il nuovo premier ha preso il posto di Hailemariam Desalegn, dimessosi a febbraio 2018, ed è il primo premier etiope appartenente al gruppo etnico Oromo dall’ascesa al potere dell’Eprdf, avvenuta nel 1991.

L’Etiopia è da tempo sconvolta da disordini politici e violenze, nati a seguito delle richieste di maggior libertà e dalla fine delle discriminazioni da parte delle diverse etnie, tra cui quella degli Oromo, il più numeroso tra i gruppi presenti nel paese.

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