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Altro che economy, il ministro Tria e quel volo di Stato per Bali: l’ipocrisia della propaganda M5S

Il ministro dell'Economia è volato a Bali dall'11 al 13 ottobre con il suo entourage (in tutto cinque persone) utilizzando un aereo di Stato e non un aereo di linea. Una scelta legittima ma in contrasto con la propaganda pentastellata

Immagine di copertina

Dall’11 al 13 ottobre, il ministro dell’Economia Giovanni Tria è volato a Bali, in Indonesia, dove ha incontrato il segretario al tesoro degli Stati Uniti, Steven Mnuchin, a margine delle assemblee annuali di Fmi e Banca mondiale. ministro Tria aereo di Stato

Il ministro Tria, l’agente di scorta Raffaele P., il futuro Consigliere Diplomatico del ministro Alessandro De Pedys, il portavoce del ministro Adriana Cerretelli e il consigliere economico Pasquale Lucio Scandizzo sono volati a Bali con un aereo di Stato, il Dassault Falcon 900, e non con un normale aereo di linea.

Un veivolo da 15 posti utilizzato dal 31° Stormo di Ciampino per il trasporto di Stato e voli sanitari.

Il volo è partito nel tardo pomeriggio del 10 ottobre da Ciampino – Roma – ed è arrivato a Bali alle verso le otto ora locale dell’11 ottobre. ministro Tria aereo di Stato

Per carità, il ministro Tria e il suo entourage, in qualità di rappresentanti dello Stato, hanno tutto il diritto di volare utilizzando un aereo di Stato, non c’è nulla di male. Non fosse altro per il messaggio di costante propaganda proclamato dal M5S in cui viene urlato che “noi andiamo in economica” e basta.

Quello che appunto risulta particolare, e di conseguente interesse pubblico, è il fatto che si tratti di un ministro scelto da un governo che si batte da sempre per abbattere i costi pubblici e promuovendo messaggi di propaganda antisistema per aumentare i consensi.

Si ricorda, ad esempio, l’operazione di propaganda con cui a luglio si era annunciata la volontà di rescindere il contratto di leasing con Airbus per gli A340-500 per i voli di Stato del famoso “Air Force Renzi”.

All’epoca si mobilitarono anche tre ministri – Di Maio, Toninelli e Trenta – per chiedere ad Alitalia di intervenire sul contratto.

L’annuncio diventò una gigantesca operazione di propaganda, con i giornalisti convocati a Fiumicino, la cerimonia con l’aereo sullo sfondo, la visita dell’interno, l’illustrazione delle manie di grandezza dell’ex premier – “voleva farci la camera presidenziale e la vasca da bagno”.

L’aereo diventa così il simbolo del Governo del cambiamento, della presa del potere, da mostrare invadendo i social network di comunicazioni e dirette live.

“Lo stop a questo AirForce Renzi è la fine dell’Ancien Règime” annunciava il vicepremier Luigi Di Maio.

Diventò un caso la notizia del premier Conte che a giugno volò in Canada per il G7 utilizzando un aereo di Stato.

Il Movimento 5 Stelle diramò un comunicato stampa spiegando che il presidente del Consiglio aveva provato in tutti i modi a volare su un normale aereo di linea ma alla fine era stato costretto a prendere l’aereo di Stato per una questione di orari: i voli di linea non gli avrebbero permesso di arrivare puntuale all’incontro.

Il Movimento 5 Stelle, però, ci tenne inoltre a ribadire che quello utilizzato da Conte non fu l’aereo di Stato “voluto da Renzi” ma un altro velivolo della Repubblica Italiana.

Eppure questa motivazione non sembra possa essere utilizzata per il volo di Tria, in quanto “le compagnie aeree e le combinazioni di voli dall’Italia verso l’Indonesia sono svariate” spiegano alcune fonti a TPI , “e non sarebbe stato complicato per il ministro organizzare il volo e gli orari”.

Piuttosto, non è stato facile trovare rotte disponibili, dato il grande afflusso per Bali in occasione delle assemblee annuali del Fondo Monetario Internazionale e il costante numero di turisti in arrivo.

Le fonti hanno anche spiegato a TPI che “l’aereo, atterrando in un aereoporto completamente congestionato, non è riuscito a trovare uno slot per stazionare in attesa di ripartire, quindi ha lasciato subito i passeggeri ed è dovuto ripartire per stazionare durante il meeting in un aereoporto limitrofo. E poi tornare a riprenderli”.

Il ministro Tria a Bali

Il ministro dell’economia, Giovanni Tria, è volato a Bali (Indonesia) per le assemblee annuali del Fondo Monetario Internazionale e della Banca mondiale.

Nell’occasione ha parlato con il segretario al Tesoro Usa Steven Mnuchin durante il bilaterale Italia-Stati Uniti, rassicurandolo in merito agli obiettivi del Belpaese per i prossimi anni, ovvero: “Proseguire sul sentiero della riduzione del rapporto debito/Pil”.

Stando a quanto riportato da una nota ufficiale del Tesoro, il titolare del ministero dell’economia “ha illustrato lo spirito e i contenuti della manovra di bilancio per il 2019, mirata al rafforzamento della crescita economica italiana e ha confermato l’intenzione di continuare il dialogo costruttivo con la Commissione europea e i Paesi membri dell’eurozona”.

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