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Chi è Judith Sargentini, l’europarlamentare che ha promosso le sanzioni contro Orban

Ha lontane origini italiane, è ambientalista e pacifista e il 12 settembre ha pronunciato al Parlamento europeo lo "stato d'accusa" nei confronti dell'Ungheria

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L'europarlamentare Judith Sargentini. Credit: Getty Images

Si chiama Judith Sargentini, ha 44 anni, è olandese (anche se quel cognome non tradisce le lontane origini italiane) e nella vita fa l’europarlamentare. È senza dubbio lei la protagonista della giornata al Parlamento europeo di mercoledì 12 settembre, insieme al suo avversario, il primo ministro ungherese Viktor Orban.

Non era mai successo prima che il Parlamento europeo invitasse il Consiglio dell’Ue ad agire contro uno Stato membro per prevenire una minaccia sistematica ai valori fondanti dell’Unione.

A mettere in “stato d’accusa” il paese guidato da Orban è stata proprio lei, l’olandese Judith Sargentini. Nel suo discorso, l’europarlamentare ha spiegato perché l’Ungheria di oggi dovrebbe preoccupare l’Europa intera, riuscendo a convincere 448 suoi colleghi.

“L’Ungheria ha imbavagliato i media indipendenti, limitato il settore accademico, ha sostituito i giudici indipendenti con giudici più vicini al regime, ha reso la vita difficile alle ong. Nulla è migliorato da quando questa relazione è stata votata a giugno, anzi”, ha detto combattiva l’europarlamentare.

Al termine delle votazioni, Jusith Sargentini ci ha messo un paio di secondi per capire la portata di quello che stava accadendo, presa dalla commozione. Gli altri europarlamentari si sono alzati in piedi e hanno volto lo sguardo verso di lei, applaudendo al suo discorso e al risultato ottenuto.

Lei, che si era presentata in abbigliamento casual, con un maglioncino verde e i capelli un po’ scompigliati, si è alzata in piedi e si è presa, timida, gli applausi meritati. Poi si è seduta, le mani sul volto e le lacrime a rigarle il volto.

Judith Sergentini è ad oggi la punta di diamante in quota rosa della Sinistra Verde, membro dell’intergruppo di Strasburgo per i diritti Lgbt, e volto di una sinistra nuova che torna a usare le parole d’ordine della sinistra vecchia.

E l’olandese pare essere davvero il ritratto della brava persona. E non sono solo parole, tanto che l’organizzazione giovanile di ChristenUnie PerspectieF l’ha proclamata “Angelo dell’anno”.

Tale riconoscimento viene assegnato a un politico che si è distinto negli ideali cristiani l’anno scorso per il suo impegno nel commercio equo, ma lei, parlamentare di GroenLink, non rappresenta affatto un partito cristiano.

Premi del genere erano arrivati anche in passato, quando, nel 2013, Judith aveva vinto il riconoscimento di “Politico equo dell’anno” per il suo impegno a favore dei Paesi in via di sviluppo.

Le radici di Judith Sargentini affondano lontano da Amsterdam, in Italia, ma è ormai da sei generazioni che i Sargentini vivono in Olanda.

La natura combattiva dell’europarlamentare è nei geni. La sua, infatti, è una di quelle famiglie che l’a 44enne stessa definisce “politicamente molto consapevole”. Il signor Sargentini, ad esempio, rifiutò di fare il servizio militare da convinto antimilitarista. Aveva solo sette anni quando il papà porto la piccola Sargentini a manifestare contro le armi nucleari.

A quindici, invece, l’europarlamentare entrò nel Partito socialista pacifista e, conseguita una laurea in Storia all’Università di Amsterdam, Judith Sargentini nel 1999 decise che il suo futuro sarebbe stato in politica.

E così è stato. Pochi anni dopo, nel 2002, entra nel consiglio comunale di Amsterdam, ma si avvicina all’Unione europea nelle vesti di lobbista per il Niza, l’Istituto olandese per il Sudafrica, dove lavoranva per i diritti umani, la cooperazione allo sviluppo e la democratizzazione dell’Africa australe.

Nel 2017 è stata nominata dalla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni come relatrice per esaminare l’avvio di procedure contro l’Ungheria.

Vegetariana, ambientalista, pacifista e convinta battagliera contro il riscaldamento globale, non poteva che essere Judith Sargentini ad incastrare uno dei più controversi leader europei.