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L’ex Iena Enrico Lucci: “Un ghanese non ha gli stessi diritti di un italiano e la sinistra non ha avuto il coraggio di dirlo”

Il presentatore ha fatto una analisi critica e severa della sinistra, incapace di comunicare con i cittadini e colpevole di non aver capito "nulla di quello che stava accadendo"

Immagine di copertina

“Una persona che arriva dal Ghana non ha gli stessi diritti di un italiano che aspetta da 15 anni una casa popolare. Bisognava avere le palle di spiegarlo e di spiegarlo bene”. A dirlo è l’ex Iena Enrico Lucci, che, in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, ha scattato la sua fotografia della situazione politica e sociale attuale, partendo da un’analisi particolarmente severa e critica della sinistra.

Oggi Lucci è presentatore del programma Rai Nemo e dal 10 settembre è in onda, su Rai Due, con il nuovo programma Realiti Sciò.

Plaude all’operato di Marco Minniti, “un eccellente ministro dell’Interno purtroppo arrivato fuori tempo massimo”, mentre il resto della sinistra non ha capito che “l’arrivo di migliaia di disperati avrebbe dato il via a una guerra tra poveri. I tanti reietti che abbiamo in Occidente e che guardavano alla sinistra non si sono sentiti protetti”.

“Ed è fatale che sentendosi indifesi dalle loro periferie – continua ancora Lucci – si siano rivolti a chi dice – e magari afferma soltanto senza muovere un dito – di volerli difendere. La sinistra degli studiosi e dei capalbiesi non ha capito nulla di quel che stava accadendo”.

Ma non si ferma qui la critica dell’ex Iena alla sinistra in materia di immigrazione: la sinistra è colpevole di non aver detto esplicitamente che “che la migrazione nel mare andava interrotta perché è illegale e criminale e che gli uomini che viaggiano sono senz’altro nostri fratelli perché i razzisti e gli xenofobi ci ripugnano, ma non è quello il modo di venire in Europa”.

“Non si arriva sui barconi perché è pericoloso e il Mediterraneo è pieno di morti innocenti”. E ancora: “La sinistra non ha avuto il coraggio di ribadire cose ovvie e neanche i coglioni di mandare le navi militari in Siria a salvare chi stava scappando da guerre vere e torture”.

Minniti è stata l’eccezione, un caso a parte. Ha ridotto le migrazioni, “un suo merito, non una medaglia del governo attuale”. Però, aggiunge Lucci, “se non sei credibile e ti ripari dietro a un buonismo da quattro soldi è ovvio che arrivi poi uno come Salvini, dica sistemo tutto io e vinca in cinque secondi”.

E proprio sul vicepremier e ministro dell’Interno, Lucci afferma: “Salvini non è mica un genio, sono gli altri che non hanno capito un cazzo”. Il merito del leader della Lega, secondo Lucci, è che “ha compreso come usare i mezzi per comunicare. La sinistra sul tema è arrivata sempre in ritardo”.

La sinistra “ha scoperto che esisteva la tv quando Berlusconi aveva già un impero. Essendo in costante differita con la realtà tendono a scimmiottare. A imitare male. E quando imiti male, come faceva pateticamente Renzi nelle sue intemerate sui social, esce sempre la puzza di finzione”.

Nessuno stupore durante i funerali di Stato delle vittime del crollo del ponte Morandi quando Maurizio Martina fischiato mentre a Salvini e Di Maio venivano riservati solo applausi. “Per niente. Anche se nel governo ci sono frange xenofobe, si è creata una distanza abissale tra la cittadinanza e la vecchia nomenclatura”.

Ma l’Italia è un paese in cui si deifica e si abbatte il mito in continuazione, da sempre: “In un domani non troppo lontano la gogna potrebbe toccare anche a Di Maio e a Salvini”, precisa Lucci.

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