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La Georgia ha legalizzato l’uso personale della cannabis

La Corte costituzionale ha abolito le ammende previste finora perché ha considerato l'uso della sostanza stupefacente relativo al diritto allo "sviluppo personale"

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Credit: Afp/Getty

La Corte costituzionale della Georgia ha abolito le multe previste finora per chi fa uso personale di cannabis con la motivazione che il consumo è relativo al diritto allo “sviluppo personale”.

La Corte ha affermato che “punire la consumazione di marijuana viola la Costituzione georgiana” ma ha confermato che la coltivazione e la vendita devono essere sanzionate. Finora la consumazione personale di cannabis era considerata un’infrazione punibile con una multa da 170 euro.

La Corte ha poi precisato che le iniziative penali contro l’uso della sostanza possono essere giustificate solo se si riscontra una “minaccia per un terzo, per le istituzioni e per gli spazi pubblici”. Le ammende rimangono se la cannabis è consumata “in istituti scolastici e in presenza di bambini”.

“Vorrei congratularmi con tutti per la decisione presa dalla Corte costituzionale, che in questo modo ha trasformato la Georgia in un paese più libero”, ha detto il parlamentare Zurab Japaridze, che ha poi invitato a un uso responsabile della sostanza.

Il governo del paese è stato spesso criticato dai difensori dei diritti umani per una politica considerata eccessivamente repressiva del consumo di droghe.

A maggio migliaia di persone avevano manifestato a Tiblisi, la capitale, per denunciare i blitz anti-droga delle forze delle ordine nei locali notturni e per chiedere la legalizzazione delle droghe ricreative.

Il movimento di protesta era partito dopo che nella notte tra venerdì 8 maggio e sabato 9 maggio, le forze speciali avevano fatto irruzione in alcuni dei più grandi nightclub della città, tra cui il Bassiani e il Cafe Gallery. Secondo le testimonianze di chi era nei locali, la polizia aveva usato metodi eccessivamente violenti e sproporzionati. La polizia stava cercando spacciatori di droga, dopo che nelle precedenti due settimane cinque giovani erano morti a causa del consumo di stupefacenti.

I manifestanti avevano chiesto le dimissioni del primo ministro georgiano, Giorgi Kvirikashvili, e del ministro degli Interni, Giorgi Mghebrishvili.