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Usa, Facebook ha smantellato una rete di account falsi creati per influenzare le elezioni di metà mandato

L'azienda ha reso noto di aver rimosso 32 account e diverse pagine che si ritiene siano state create per influenzare le elezioni americane, ma per adesso non sembra che la Russia sia dietro l'operazione

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Facebook ha fatto sapere di aver rimosso 32 account e diverse pagine che si ritiene siano state create per influenzare le elezioni americane di medio termine che si terranno a novembre 2018.

L’azienda ha affermato di essere nelle “primissime” fasi dell’indagine e di non sapere ancora chi ha creato queste pagine.

Secondo le informazioni rilasciate finora, i creatori degli account falsi hanno fatto di tutto per nascondere le loro identità, raggiungendo dei risultati migliori rispetto a coloro che hanno cercato di influenzare le elezioni presidenziali.

L’azienda ha reso nota la notizia in un blog, spiegando che ha identificato 17 profili sospetti su Facebook e 7 account Instagram.

Inoltre, secondo quanto si legge nel comunicato, sono stati creati più di 9.500 post dagli account eliminati.

Oltre 290mila account hanno seguito almeno una delle pagine coinvolte, ha poi aggiunto l’azienda.

Facebook ha dichiarato che gli account sospetti hanno anche pubblicato circa 150 post sponsorizzati su Facebook e Instagram.

Per mantenere segreta la loro identità, i gestori degli account hanno utilizzato delle reti private virtuali (VPN) per nascondere la loro posizione e hanno pubblicato i loro annunci per conto di terzi.

Il deputato repubblicano Adam Schiff ha commentato così la notizia: “L’annuncio di Facebook mostra ciò che temevamo da tempo. Ci sono attori stranieri che operano seguendo le stesse tecniche tipiche delle influenze russe identificate in precedenza con l’obiettivo di influenzare gli elettori degli Stati Uniti”.

“Gli account cercavano di rilanciare temi divisivi, alimentando così le tensioni sociali e politiche negli Stati Uniti”.

Di recente l’azienda era stata al centro dello scandalo Cambridge Analytica.

Si tratta di una delle più vaste violazioni di dati della storia. L’azienda, legata all’ex consigliere del presidente USA Trump, Steve Bannon, è accusata di aver violato i dati sensibili di oltre 87 milioni di profili Facebook.

La società di analisi, che ha collaborato nelle campagne elettorali di Donald Trump e in quella pro-Brexit, ha utilizzato i dati dei profili Facebook per creare un potente software al fine di prevedere e influenzare le scelte elettorali attraverso annunci politici personalizzati.