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Nuova Zelanda: apre la prigione di massima sicurezza dove i carcerati fanno giardinaggio e praticano yoga
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Molte prigioni in giro per il mondo offrono dei programmi di giardinaggio per aiutare i detenuti con al riabilitazione. Credits: AFP

Nuova Zelanda: apre la prigione di massima sicurezza dove i carcerati fanno giardinaggio e praticano yoga

La nuova struttura si trova a Auckland ed è costata 300 milioni di dollari

30 Lug. 2018
Molte prigioni in giro per il mondo offrono dei programmi di giardinaggio per aiutare i detenuti con al riabilitazione. Credits: AFP

In Nuova Zelanda sta per aprire Auckland East, una prigione di massima sicurezza nella periferia di Auckland basata su un concetto rivoluzionario, scrive The Guardian.

La struttura sarà il primo centro specialistico per prigionieri uomini di massima e ad alta sicurezza, ma il loro approccio alla riabilitazione sarà, piuttosto che punitivo, “compassionevole”. Il costo del progetto è di 300 milioni di dollari.

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Auckland East andrà a sostituire in parte il famigerato carcere di Paremoremo, modellato a partire da gigantesche prigioni statunitensi come Alcatraz.

La prigione è infatti stata disegnata per essere, di fatto, una “struttura per la salute mentale”, di cui si è sentito il bisogno perché il numero di prigionieri che soffrono di malattie mantali in Nuova Zelanda sta continuando a crescere.

Il funzionario capo addetto alla correzione detentiva della nuova struttura, Neil Bales, ha detto che la nuova prigione sarà “più decente e compassionevole” di quella che va a sostituire.

“La vecchia prigione era costruita in modo che lo staff stesse distante dai detenuti e i detenuti lontani dallo staff,” ha detto Bales. “Ma anche se abbiamo a che fare con prigionieri che hanno mostrato un comportamento molto difficile, la struttura non dev’essere necessariamente austera e oppressiva”.

Il Paese vanta uno dei tassi di incarcerazione più alti del mondo sviluppato. I maori costituiscono più della metà di tutti i detenuti, anche se rappresentano solo un 15 per cento della popolazione neozelandese. A quasi il 90 per cento dei detenuti è stata diagnosticata una malattia mentale o una dipendenza da sostanze.

Per invertire questo trend, il nuovo carcere si è ispirato alle strutture dei paesi scandinavi, del Belgio e della Germania, adottando caratteristiche terapeutiche omnicomprensive.

La costruzione di questa nuova prigione “alternativa” arriva in un momento di crisi per il sistema penitenziario neozelandese: con il moltiplicarsi di detenuti psicologicamente instabili, si è notata una severa mancanza di posti nei reparti di salute mentale, e le lista d’attesa si allungano di giorno in giorno.

“La riabilitazione e il reinserimento sociale devono cominciare nel momento in cui arrivano in prigione: perchè a un certo punto dovranno lasciare il carcere. E se non abbiamo una struttura in cui portiamo avanti dei buoni programmi è molto imporbabile che vedremo un declino nei numeri (di prigionieri che soffrono di malattie mentali)”, ha spiegato Bales.

Tra i vari progetti che verranno portati avanti ad Ackland East, allora, c’è un orto per far sì che gli internati si sporchino le mani e si interessino alla nascita di una nuova vita, ma anche un giardino sensoriale che li calmi e stimoli i loro sensi in cui i criminali potranno camminare tra piante rilassanti come il timo e la menta, sentendo della vera erba tra le dita dei piedi.

Le celle saranno molto più grandi di quelle vecchie e conterranno una propria doccia e un televisore. Ai prigionieri verrà data la possibilità di praticare lo yoga nella propria cella e di prendere il sole all’aria aperta.

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