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La pizza migliore del mondo è a Caserta

Per il secondo anno consecutivo, Pepe in Grani si aggiudica il riconoscimento della 50 Top Pizza 2018

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La classifica 50 Top Pizza premia per il secondo anno consecutivo Pepe in Grani a Caserta.

La miglior pizzeria d’Italia è in provincia di Caserta: Pepe in Grani per il secondo anno consecutivo si aggiudica il prestigioso riconoscimento. Caiazzo, cittadina del Casertano, batte Napoli, ancora.

Nello storico teatro partenopeo Mercadante, Franco Pepe, titolare della pizzeria al numero 3 del Vicolo San Giovanni Battista di Caiazzo, ha ricevuto il primo premio della 50 Top Pizza 2018. Al secondo posto si piazza I Masanielli (sempre a Caserta).

La terza pizza più buona del mondo è invece a Napoli ed è quella di 50 Kalò di Ciro Salvo.

La Campania domina incontrastata la classica delle cinquanta pizzerie migliori d’Italia e del mondo. Sono ben diciannove le pizzerie sparse su tutto il territorio Campano a comparire nella prestigiosa classifica.

A seguire il Lazio, la Lombardia e la Toscana con cinque locali. “Una supremazia, quella della Campania, del tutto naturale e comprensibile – afferma Luciano Pignataro, il curatore della guida online che assegna il premio – dato che si tratta del luogo di nascita di un prodotto che da qui è partito alla conquista del mondo”.

“Da sottolineare in particolar modo è il boom verificatosi negli ultimi anni nel casertano – spiega ancora Pignataro – territorio ormai di elezione della pizza di qualità al pari di Napoli. Ma a crescere in maniera esponenziale è l’intero movimento, testimoniato dal fatto che a essere rappresentate nella nostra top 50 sono ben 13 regioni del Paese”.

“È bellissimo essere qui per la seconda volta – ha commentato Franco Pepe, dopo essere salito sul palco tra applausi e standing ovation – questa vittoria non è solo mia ma anche di tutti i ragazzi che lavorano con me”.

Come si legge su Gambero Rosso, Pepe ha continuato: “È stato un anno intenso, ho ascoltato il cliente, il mio consiglio è quello di leggersi dentro, creare senza copiare, lavorare sulla creatività e sulla continuità”.

Queste, secondo Pepe, le “parole chiave del nostro mestiere, ma spero si riesca sempre di più a lavorare su una formazione seria del pizzaiolo”. Poi un appello al mondo della pizza che “deve essere unito: dobbiamo stare insieme, superare l’invidia. Così rappresentiamo la pizza italiana nel mondo”