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L’estate in convento: la vacanza alternativa per scappare dallo stress della città

Da nord a sud, sono 120mila i posti messi a disposizione dalle strutture religiose per trascorrere un soggiorno di pace e tranquillità

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Sempre più italiani scelgono di trascorrere le vacanze in monasteri, eremi e conventi in cerca di tranquillità.

Monasteri, eremi e conventi aprono le porte a chi vuole scappare dal caos della città. Sempre più spesso i turisti – italiani e non – scelgono di trascorrere le vacanze tra le mura di una abbazia o di un santuario.

Luoghi di silenzio e meditazione, spesso immersi nella natura, accolgono chi vuole rilassarsi scegliendo una meta diversa dalle solite.

La voglia di lasciarsi alle spalle il traffico e lo stress spinge tanti italiani a cercare relax in questi posti insoliti, che, da sempre dediti all’accoglienza, non esitano a ospitare i vacanzieri.

Religiosi e laici, pellegrini e famiglie, credenti o no: monasteri e eremi accolgono tutti. Spesso anche gratis.
Da nord a sud, in Italia sono tantissimi i luoghi come questi che, con sistemazioni sicuramente non di lusso, offrono un letto e un tetto a chi cerca pace e tranquillità.

Non è obbligatorio partecipare alle liturgie che scandiscono le giornate di chi questi luoghi sacri li abita 356 giorni l’anno.

Si è liberi di scegliere se assistere o meno anche alle attività che frati e monaci organizzano appositamente per gli ospiti.

Esiste un portale, quello gestito dall’Associazione no-profit Ospitalità Religiosa Italiana (O.R.I.), che ha come scopo proprio quello di favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di ospitalità religiosa in Italia.

Oltre 120mila posti letto in 1600 strutture distribuite su tutto il territorio italiano. “Sfatato ormai il mito di conventi e monasteri chiusi in loro stessi, quest’estate saranno oltre 1600 le strutture religiose italiane in cui i turisti potranno trascorrere le loro vacanze, alla ricerca di un clima di serenità e con la giusta attenzione sia al corpo che allo spirito”, afferma Fabio Rocchi, presidente dell’associazione.

Nessun obbligo quindi di partecipare alla vita comunitaria, ma – sottolinea ancora Rocchi – “l’indubbia particolarità di questi luoghi darà la possibilità anche al semplice turista di sperimentare – se lo vorrà- un approccio ambientale sicuramente diverso dalla classica vacanza commerciale”.

Case per ferie, eremi, colonie ma anche ostelli e case alpine: “Ce n’è davvero per tutte le necessità e soprattutto in tutte le venti regioni, come in tutte le zone: mare, montagna, laghi,natura e città d’arte”.

I proventi verranno utilizzati dalle comunità per sostenere le attività caritatevoli e missionarie che parrocchie e ordini religiosi svolgono in Italia e all’estero, assicura l’associazione.

Accoglienza e impegno si fondono in una vacanza dai tratti davvero originali. Sul portale si trovano tutte le informazioni rispetto alle strutture: dove e come raggiungerle, oltre ai costi.

Il prezzo della permanenza varia da struttura a struttura. Si tratta quasi sempre di numeri contenuti, se non addirittura, in alcune strutture, pari a zero.

Come nel caso della comunità monastica di Bose, in provincia di Biella. Immersa nella riserva naturale speciale La Bessa, la comunità per il soggiorno non prevede tariffe, ma un contributo anonimo per le spese.

Sempre sul portale si possono trovare le offerte speciali per l’estate del 2018. Dall’ostello Fonti, presso il santuario Madonna di Fonti a Tricarico (Matera), dove si spendono ventisei euro al giorno per una pensione completa, alla foresteria di Monte San Savino (Arezzo), dove i gruppi pagano appena otto euro a notte a persona.

Un’estate diversa, quella tra i conventi e le comunità religiose, in cui i servizi non saranno sicuramente al top, ma si potrà godere di altre fortune: come quella di ritrovare una dimensione più umana che – come dice ancora Rocchi – “coniugata al riposo, consente di tornare alla vita di tutti i giorni sicuramente più ricchi”.