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Salvini al Washington Post: “Legittima l’annessione russa della Crimea, fiero di essere populista”

Il ministro dell'Interno a tutto campo: "Serve un piano Marshall per l'Africa, alle elezioni europee voglio mettere insieme quei partiti populisti che costituiranno la maggioranza in seno al Parlamento"

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Matteo Salvini

“Ci sono alcune zone storicamente russe, in cui c’è una cultura e delle trazioni russe, e che quindi appartengono legittimamente alla Federazione Russa”. A dirlo è Matteo Salvini in una lunga intervista rilasciata al Washington Post.

Il riferimento è all’annessione della Crimea da parte della Russia, avvenuta nel 2014 in seguito a un referendum.

Incalzato dal prestigioso quotidiano statunitense sui rapporti con Putin, il ministro dell’Interno ha negato di aver ricevuto finanziamenti da Mosca. “Avevamo invece firmato un accordo politico con Russia Unita che prevedeva una collaborazione tra i movimenti giovanili dei nostri partiti”, spiega.

“Con il ministro dell’interno russo Vladimir Kolokoltse aggiunge – è stato stretto un accordo per creare un database di informazioni comune, proprio come abbiamo fatto con Israele”.

L’intervista, realizzata dalla giornalista Lally Weymouth, spazia a tutto campo, ma con un focus inevitabile sul tema dell’immigrazione.

“Il nostro obiettivo – dice Salvini – non è quello di distribuire i migranti tra i vari Paesi europei, ma di evitare che arrivino in Europa. Dobbiamo intervenire in Africa con un piano Marshall, per migliorare le condizioni di vita nei loro paesi d’origine”.

“È vero che l’Europa sta investendo in Africa -prosegue il vicepremier  – ma se 6 miliardi di euro vanno alla Turchia e solo 500 milioni di euro ai paesi africani, la nostra battaglia deve diventare quella di aumentare i fondi destinati all’Africa”.

Quanto agli Stati Uniti, Salvini mostra di gradire l’operato di Donald Trump, notoriamente poco amato dal quotidiano di proprietà di Jeff Bezos: “Apprezzo le politiche migratorie adottate da Donald Trump, perché vuole realizzare ciò che ha promesso agli elettori. Proprio come ha fatto quando ha riconosciuto Gerusalemme come capitale d’Israele. Sono pienamente d’accordo con quella decisione”.

Salvini ha anche parlato delle elezioni europee che si terranno nel maggio del prossimo anno. Un passaggio cruciale, che il leader della Lega intende affrontare dando vita ad un ampio fronte che lui stesso definisce “populista”.

“Voglio mettere insieme quei partiti populisti che costituiranno la maggioranza in seno al Parlamento europeo. Essere populista è un complimento per me, perché portiamo una visione di una Europa diversa, dove ogni Paese dovrebbe essere libero di decidere la propria politica economica”.

Nessuna intenzione però di uscire dall’euro, nonostante in passato la Lega si fosse espressa su posizioni ben diverse: “Penso ancora che l’Euro sia un esperimento sbagliato, dobbiamo migliorarlo, ma sulla necessità di uscirne, chi non ha mai cambiato idea?”.

Qualche passaggio anche sui rapporti con il premier e gli alleati di governo: “Con Conte c’è piena sintonia”. Quanto al M5s e alla stabilità dell’esecutivo: “Fin quando rispetta le regole del governo, non c’è pericolo. Non faccio il mio lavoro di ministro guardando i sondaggi”.

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