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“Cristiano Ronaldo è un sempliciotto, un bambino presuntuoso”

Il duro attacco dello scrittore spagnolo Javier Marias al campione portoghese che nelle scorse settimane è passato dal Real Madrid alla Juventus

Immagine di copertina
Il nuovo campione della Juventus Cristiano Ronaldo

Il celebre scrittore spagnolo Javier Marias, grande tifoso del Real Madrid, non ha preso bene la notizia del passaggio di Cristiano Ronaldo alla Juventus. “Quando segna ulula come una scimmia, i bianconeri non si aspettino che lotti per i loro colori”, le sue parole.

“Dal punto di vista umano è un sempliciotto, gli manca l’intelligenza di Di Stefano o Cruyff o Zidane”, ha proseguito ai microfoni di Vanity Fair.

“È così privo di modestia che dovrebbe suscitare antipatia. La cosa curiosa è che non arriva nemmeno a fare antipatia, per quanto risulta puerile – le parole dello scrittore -. La sua presunzione manca di spavalderia e risentimento, a differenza per esempio di Maradona”.

“Arrabbiarsi con lui sarebbe come arrabbiarsi con un bambino di cinque anni che sta muovendo i primi passi nel mondo forgiandosi una personalità”.

Ma non finisce qui: “Il suo è un caso davvero paradossale. Si sarebbe dovuto dedicare a uno sport individuale, tennis, boxe, atletica, Formula 1. Ha l’atteggiamento di un Cassius Clay e tuttavia gli è toccato distinguersi in un gioco collettivo, un impiccio per lui”.

Poi Javier Marias ha aggiunto: “Ha ambizioni immense, ma solo a titolo individuale. Ovviamente, è felice che la sua squadra vinca, ma solo perché questo gli garantisce un riconoscimento in più sulla maglietta, un titolo in più sul curriculum, un record in più nella sua collezione privata”.

Cristiano Ronaldo Javier Marias

Il celebre scrittore spagnolo Javier Marias

Il noto scrittore spagnolo ha poi proseguito accusando il campione portoghese che “sul campo l’abbiamo visto quasi infastidito, quasi triste, tutte le volte che il Real metteva a segno un gol importante, perfino decisivo, e non aveva segnato lui ma un compagno”.

“Quando invece l’autore della prodezza era lui, l’abbiamo visto atteggiarsi in modo eccessivamente ridicolo e vanitoso, togliendosi la maglietta ed esibendo i muscoli in tensione, ululando come una scimmia, curandosi di schivare il più possibile i compagni di squadra per godersi da solo gli applausi e l’esagerata celebrazione”.

“Non ricordo di averlo mai sentito ringraziare o complimentarsi con un suo compagno, nemmeno con chi gli aveva servito un gol su un piatto d’argento con un passaggio inverosimile e astuto”.

“Cristiano è rimasto al Real per nove stagioni, ma non l’abbiamo mai sentito come un giocatore del Real Madrid, piuttosto del Real Ronaldo – le parole dello scrittore -. Come se nella sua immaginazione fosse un eccellente tennista o boxeur, che ha però bisogno di altre persone in divisa intorno a sé”.

Infine, Javier Marias ha concluso: “La Juventus non si deve certo aspettare che Ronaldo lotti per i suoi colori. A meno che non sia convinto che la maglia a righe bianconere gli stia particolarmente bene”.