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Israele vuole demolire il villaggio di Khan al-Ahmar e dividere in due la Cisgiordania

La demolizione dell'insediamento dei beduini permetterebbe la creazione di un corridoio che colleghi i villaggi ebraici di Maale Adumim, vicino a Gerusalemme, e di Kfar Adumim, nel nord-est

Immagine di copertina

Israele sta cercando di demolire il villaggio beduino di Khan al-Ahmar per creare un corridoio che unisca il villaggio di Maale Adumim, vicino a Gerusalemme, e uno più piccolo a nord-est, Kfar Adumim.

Secondo gli attivisti per i diritti dei palestinesi, la decisione di Israele sarebbe un modo per espandere gli insediamenti ebraici e dividerebbe in due i territori appartenenti alla Cisgiordania.

Il villaggio di al-Ahmar si trova nei territori palestinesi della Cisgiordania ed è abitato da 180 beduini, la cui vita si basa sull’agricoltura e sull’allevamento delle pecore.

Nato tra due insediamenti ebraici, il villaggio di al-Ahmar è stato costruito senza il permesso dello Stato ebraico e Israele sta cercando da tempo di demolirlo.

In questo modo, si creerebbe una più grande sacca di insediamenti ebraici nei dintorni della città di Gerusalemme.

La demolizione del villaggio dei beduini renderebbe più difficile per i palestinesi raggiungere una contiguità territoriale in Cisgiordania, il territorio che insieme alla Striscia di Gaza dovrebbe dare forma allo Stato palestinese.

All’inizio del mese di luglio, Israele ha spostato alcuni bulldozer nelle vicinanze del villaggio dopo che i militari hanno notificato il sequestro delle terre su cui sorge l’insediamento.

Il piano del governo israeliano prevede che gli abitanti del villaggio dei beduini saranno ricollocati in un’area che si trova vicino all’insediamento di Abu Dis.

La demolizione del villaggio è stata condannata sia dall’Unione europea che dalle Nazioni Unite.

Sono molti infatti i paesi esteri che hanno condannato in più occasioni la costruzione di nuovi insediamenti ebraici nella zona.

Nel 2016, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione che ha condannato “tutte le misure volte a modificare la composizione demografica, il carattere e lo status dei Territori palestinesi occupati dal 1967, inclusa Gerusalemme Est”.

Sulla questione però è intervenuta la Corte suprema, che ha bloccato le operazioni di demolizione di al-Ahmar e ha rimandato al 15 agosto la sua decisione definitiva.

La sospensione è stata emessa la scorsa settimana per esaminare le rivendicazioni sulla proprietà del terreno presentate dai beduini che risiedono nel villaggio.

L’insediamento di al-Ahmar si trova nell’Area C della Cisgiordania, che identifica quei territori che sono sotto il controllo israeliano data l’alta presenza di paesi ebraici.

La demolizione del villaggio e la creazione di un collegamento tra il villaggio di Maale Adumim, vicino a Gerusalemme, e Kfar Adumim, dividerebbe in due i territori della Cisgiordania.

Se le operazioni volute dal governo israeliano dovessero avere l’approvazione della Corte sarebbe un duro colpo per il processo di pace israelo-palestinese, già in crisi dopo l’apertura dell’ambasciata americana a Gerusalemme e le prime indiscrezioni sull'”accordo del secolo” proposto da Donald Trump.

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