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Cortina d’Ampezzo si è ufficialmente candidata per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026
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Cortina d'Ampezzo Olimpiadi 2026
La campionessa azzurra Sofia Goggia

Cortina d’Ampezzo si è ufficialmente candidata per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026

03 Lug. 2018
Cortina d'Ampezzo Olimpiadi 2026
La campionessa azzurra Sofia Goggia

Cortina d’Ampezzo è ufficialmente in corsa per ospitare le Olimpiadi invernali del 2026.

Alle ore 10,30 è stato notificato via PEC dall’amministrazione comunale cortinese al Coni il dossier che accompagna la candidatura della ‘Perla delle Dolomiti’ a essere designata come sede, tra otto anni, dei Giochi Olimpici e Paralimpici, riproponendo insieme il Veneto e il Trentino Alto Adige come culla degli sport invernali.

“È stato predisposto un bel dossier, forte e completo per una candidatura che è tanto di Cortina quanto delle Dolomiti”, le parole del presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia.

“Una proposta alternativa rispetto ad altre perché nasce dal complesso sciistico più grande al mondo, che – ha proseguito – comprende Trento e Bolzano, sedi prestigiose per diverse discipline sportive invernali. Per mia volontà non abbiamo candidato una città metropolitana, ma abbiamo scelto un territorio montano vero, che vive realmente di sport sulla neve e sul ghiaccio”.

Cortina 2026 significa riportare alla propria naturale collocazione montana le Olimpiadi invernali. Su questo si basa la candidatura con l’obiettivo strategico di riportare la montagna del Veneto e del Trentino Alto Adige al centro delle politiche di sviluppo del nostro Paese e dell’Europa.

Una candidatura che arriva a settant’anni esatti da quando la bandiera a cinque cerchi sventolò nella splendida conca cortinese.

Il masterplan presentato oggi coinvolge un intero territorio dolomitico, che punta sulla sostenibilità economica, ambientale e sociale per dimostrare come sia concretamente possibile conciliare standard organizzativi elevati con la delicata unicità di un territorio appartenente alla lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco.

Il masterplan parla di un’edizione dei Giochi più sostenibile e più contenuta economicamente (a Cortina, ad esempio, nessuna nuova struttura permanente verrà costruita ad hoc per l’evento), ma comunque memorabile per atleti, spettatori e media, grazie all’incomparabile contesto delle Dolomiti.

Le tre località cluster di Cortina (che ospiterà le discipline dello sci alpino, free style, snowboard, bob, skeleton, slittino, curling), Val di Fiemme/Pinè (sci nordico, salto e combinata nordica, pattinaggio di velocità), Bolzano/Merano (hockey, pattinaggio di figura, short track, biathlon ad Anterselva), consentono di concentrare le sedi competitive e non competitive in un raggio estremamente ridotto: addirittura percorribile a piedi nel caso di Cortina.

A seguito delle Paralimpiadi, anche tutte le sedi competitive e non competitive saranno pienamente accessibili alle persone con disabilità. Sarà inoltre effettuato un censimento delle altre strutture adibite ai Giochi per verificarne il livello di accessibilità e promuovere gli opportuni interventi di rimozione delle barriere architettoniche, secondo un progetto complessivo che sarà implementato nell’ambito del programma di City Operations.

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